Entro oggi le iscrizioni alla ciclopedalata dell’Avis

MOGORO.

Avranno tempo fino a domani (oggi, 28 Maggio) dalle 17 alle 20, presso i locali della Pro loco in piazza Giovanni XXIII, fronte la parrocchiale di San Bernardino, quanti intendono iscriversi a quella che più essere definita la pedalata della solidarietà in programma domenica prossima.
Promotore della 24esima edizione della ciclopedalata è la locale sezione dell’Avis comunale, una delle più attive della provincia, che assieme alla Pro loco e ai Volontari Marmilla è l’ormai storico deus ex machina di molteplici iniziative a favore dei meno fortunati.
Ecco così che nella prima domenica di giugno le tre associazioni uniranno le loro forze per trascorrere assieme alla popolazione una giornata di svago finalizzata alla sensibilizzazione dei giovani e meno giovani al volontariato. Il raduno è fissato alle otto in piazza Municipio da dove si partirà alla volta di Gonnostramatza per poi proseguire in direzione Masullas.
Da qui si pedalerà sino a Santa Maria Carcaxia dove i volontari faranno trovare il pranzo pronto ai “girini”.
(t.s.)

La Nuova Sardegna
27 maggio 2012

l’inizio della fine

Valeria è partita da Mogoro nel Marzo del 2008.

Racconta la sua esperienza di emigrata del terzo millennio.
Partita dalla stagnante Sardegna è approdata alla fiorente Lombardia.
Ansia, nostalgia, sererenità, gioia. Un ventaglio completo di emozioni accompagna la sua esperienza nel Nord Italia.
Prevarrà la nostalgia o la tranquillità del benessere economico?

La solitudine è per lo spirito, ciò che il cibo è per il corpo.
[Seneca]

Aprile è arrivato portando con sè il sole e la Pasqua, la mia prima festa “in solitudine“. Matteo era partito da ormai venti giorni.
Io ero restata a Varese per risolvere le ultime questioni aperte: il mio progetto lavorativo e i vari contratti da chiudere, affitto, luce, gas…
Avevo scelto io questa soluzione, la decisione di traslocare in Sardegna aveva suscitato in me il bisogno di ponderare la scelta in una condizione di solitudine. Quasi solitudine, mia sorella era comunque a poca distanza.
Matteo era andato via il 21 Marzo e non sarebbe tornato prima della fine di Maggio, disponevo quindi di poco più di due mesi di tempo per riflettere, capire, assimilare tutto ciò che avevamo vissuto e deciso insieme.
Oramai ero convinta della mia decisione di tornare con lui a casa ma non potevo farlo subito, semplicemente buttandomi tutto alle spalle.
Quale occasione migliore per capire cosa realmente provavo se non quella di restare sola con me stessa e con le mie paure?

In casa eravamo rimasti solo io e Guevara, il mio adorato gatto, l’unica presenza vivente nelle lunghe domeniche di pioggia in cui non potevo uscire.
Per me, malinconica a livello patologico, vivere da sola era una grandissima sfida. Il fatto che la situazione me la fossi creata da me, per necessità e per scelta, dava il via a una serie di eventi che mi avrebbero portato a un cambiamento caratteriale e di vita.
Non starò a elencare le varie emozioni vissute in quei mesi, lo sconforto provato nei momenti bui e la speranza sentita in quelli più luminosi. Ho vissuto solo poco più di due mesi sola, non certo anni, quindi non mi sento di paragonarmi a chi, per scelta propria o forzata dagli eventi, ha dovuto vivere in solitudine per molto tempo.

Posso però dire di aver capito alcune cose, ovvero:
a) Che tutte le romanticherie riguardanti il fatto che non importa quanti chilometri separino due persone che si amano perché il cielo su cui rivolgono lo sguardo è il medesimo non aiutano affatto a superare la malinconia, tutto al più aumentano il nervosismo.
b) Che avere un amico peloso in casa aiuta chiunque a non uscire di senno superate le quindici ore di solitudine in casa (E insegnano a capire cosa prova chi, vivendo solo per anni, arriva a trattare il proprio animale meglio di come tratta se stesso).
c) Che avere troppo tempo per pensare a volte è controproducente.
d) Che a stare soli con se stessi aiuta a capire lati sconosciuti anche al proprio io, a conoscerli e ad affrontarli.

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Proiezione docu-film OIL

nell’ambito di Mogoro Ecoprimavera


L’ appuntamento è per domani sera, Venerdì 25 maggio  alle 19.00.
Presso la Sala Convegni della Fiera del Tappeto verrà proiettato il  film documentario Oil, sarà presentato dal suo stesso regista, Massimiliano Mazzotta.
Il documentario, uscito nel 2009, vincitore di diversi film festival, racconta le attività della raffineria Saras di Sarroch, proprietà della famiglia Moratti. Denuncia i rischi per la sicurezza degli operai all’interno dello stabilimento e mette in luce la connessione tra i decessi per malattie tumorali della popolazione locale con le attività degli stabilimenti.
I controversi contenuti del film causarono la denuncia da parte dei vertici della Saras. Il conseguente procedimento penale generò una sempre più crescente  difficoltà per il documentario a venir distribuito nelle sale cinematografiche. Fino al  Novembre 2010, data in cui il canale Sky Current Tv decise di mandarlo in onda, nessuna televisione aveva accettato di trasmetterlo.
Intanto a fine Novembre 2011 è uscito anche l’imperdibile seguito Oil, secondo tempo che oltre a completare l’inchiesta sulla raffineria, indaga sui magnati del petrolio mondiale.

Angelica Brigas

Semidano nell’Olimpo dei vini

MOGORO: Medaglia d’oro a Bruxelles e Pramaggiore per i prodotti della cantina “Il Nuraghe”

Pioggia di riconoscimenti mondiali per il vermentino della Marmilla

Il vermentino della Marmilla nell’Olimpo dei vini.
Non solo. Il Semidano ha già conquistato gli Stati Uniti e si prepara a volare in Cina. È un periodo di grandi riconoscimenti per la cantina “Il Nuraghe” di Mogoro guidata da Michele Cuscusa.
Il vermentino bianco Don Giovanni del 2011 ha vinto la medaglia d’oro nel concorso di Bruxelles, uno dei premi più importanti al mondo. Il vino della cantina mogorese era l’unico sardo fra i 20 bianchi italiani. «È un fruttato intenso, un vino che va bene per tutto il pasto, ottimo come aperitivo», ha spiegato l’enologo de “Il Nuraghe” Daniele Manca.
Lo stesso Don Giovanni ed il Semidano Doc Anastasia del 2011 hanno conquistato due diplomi “medaglia d’oro” alla mostra nazionale dei vini di Pramaggiore. Infine un diploma di merito fra i vini invecchiati in legno per il Puisteris nella Prima selezione internazionale dei vini da pesce di Ancona. Il Semidano regala ancora grandi soddisfazioni alla Cantina di Mogoro, che ha già un progetto per valorizzarlo.
«Fra luglio e agosto organizzeremo la prima festa del Semidano – ha annunciato il direttore commerciale Valentina Congiu – è un patrimonio del nostro territorio, un vitigno presente in Marmilla dal 1790. È stato impiantato in altre zone ma la resa qui non ha eguali». Un Semidano che sta raccogliendo tanti successi internazionali. «È sempre più apprezzato negli Stati Uniti, dove sono stata alcune settimane fa», ha sottolineato Congiu. I vini mogoresi parteciperanno da venerdì a domenica all’ottava edizione dell’Interwine 2012 in Cina, «andiamo alla conquista del mercato asiatico», ha concluso il presidente Cuscusa.
Antonio Pintori

L’Unione Sarda
Domenica 20 Maggio 2012, pag. 21

La festa del patrono di Mogoro

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SAN BERNARDINO


MOGORO   -   18-19-20-21 MAGGIO 2012

PROGRAMMA CIVILE

  • Sabato  19 maggio 2012

Ore 22.30: SPETTACOLO PIROTECNICO MUSICALE
a cura della ditta Pianu Egidio snc di Dolianova
- presso il Campo Sportivo
Ore 23.00: Esibizione del gruppo TRAIN TO ROOTS
- presso il Campo Sportivo

  • Domenica  20 maggio 2012

Ore 22.30: Spettacolo musicale
con il gruppo A BALLARE – presso Piazza S. Antioco

  • Lunedì  21 maggio 2012

Ore 22.00: Spettacolo musicale
con il gruppo CLACSON – presso Piazza S. Antioco

  • Venerdì 18, Sabato 19 e Domenica 20 maggio 2012

Dalle ore 18.30 alle 22.00 – presso la palestra comunale in via Dessì.
si svolgerà il quadrangolare di Basket “Torneo San Bernardino”,
organizzato dal Basket Mogoro

PROGRAMMA RELIGIOSO

Stage-laboratorio a Teatro Tragodia

DALLA MASCHERA NEUTRA AL CLOWN CLANDESTINO


Il clandestino è un clown in incognito, senza naso rosso né trucco, che passa per la strada e potrebbe essere un Tizio qualunque ma… qualcosa, nella sua camminata, nelle sue azioni, nella sua energia, è un po’ sfasato, e i passanti hanno un dubbio: è vero? è finto? chi è?
Clandestino è un gioco teatrale che s’insinua nelle vie e nelle piazze, in equilibrio precario permanente fra la vita e il teatro.
Il programma di formazione ha come punti di riferimento la pedagogia del Clown secondo Pierre Byland, lo studio della neutralità e le tecniche dell’arte di strada.

PROGRAMMA DI LAVORO:
• La Maschera neutra: neutralità, energia, ritmo, ascolto, coro
• Tecniche di improvvisazione: ascolto del pubblico, tempo d’arresto, gioco degli sguardi
• La Tragedia: urgenza e verità del linguaggio teatrale
• Il Clown Clandestino: il clown in incognita, senza naso rosso
• Momenti di lavoro in strada in quanto spazio teatrale naturale, ideale terreno di esercizio per gli attori e luogo di formazione e sperimentazione a contatto col pubblico.

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