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Scherzi di carnevale a Mogoro.


Per alcuni anni di seguito durante i festeggiamenti del carnevale, assieme alla compagnia Teatro Tragodìa, al prete Don Corrado ed al sindaco Gianni Pia, organizzammo degli spettacoli teatrali molto leggeri ma d’effetto per intrattenere i nostri paesani.
Il parroco interpretava la parte del sindaco, e il sindaco quella del prete.
Era veramente divertente vedere sul palco questi due personaggi abituati in genere ad altre platee che si scambiavano i personaggi e che si punzecchiavano come don Camillo e Peppone su temi vari, ma anche su dispute realmente accadute in paese fra chiesa e comune.
Ricordo che era un problema arrivare alle prove ed essere seriamente concentrati sul testo senza ridere, spesso i due attori principali non ricordavano il testo, ma essendo entrambi abituati a parlare alla folla senza troppe esitazioni, coloravano i propri testi con un po’ del “loro” personale bagaglio teatrale.
Noi attori della compagnia ci limitavamo a interpretare personaggi di contorno, per lasciare chiaramente lo spazio necessario al primo cittadino e al prelato che il giorno dello spettacolo, accusandosi a vicenda, mandavano in delirio la folla dei presenti nel salone parrocchiale.
Un anno io e Zerry recitammo in uno di questi simpaticissimi spettacoli interpretando rispettivamente la parte di un maresciallo e di un appuntato dei carabinieri.
Avevamo le divise prese in prestito dall’arma ma io ero un po’ fissato con i dettagli e aggiunsi anche qualche decoro alla mia divisa da maresciallo che ritenevo essere un po’ spoglia. Il berretto era privo del simbolo che caratterizza quel corpo militare così aggiunsi la fiamma, credo di cartone dorato.

carabinieri_mogoresbook

Dopo lo spettacolo che si svolgeva sempre nel tardo pomeriggio, io e Zerry non avevamo per niente voglia di finire la serata in quel modo, pur avendo recitato poche battute eravamo entrati al meglio nei nostri personaggi.
Potevamo far altro che levarci di dosso gli abiti di scena e  star lì a ingolfarci di zeppole.I nostri personaggi imploravano altre avventure all’esterno di quella sala.
Dopo una breve consultazione con l’amico Zerry decidemmo che stava per iniziare per noi due una situazione da prendere al volo, forse irripetibile, forse rischiosa e grottesca ma senza dubbio entusiasmante… fare i carabinieri veri!! Continua a leggere

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I neozelandesi e la lana nostrana…

tosatura_sardegna

Quando a fine maggio il sole comincia ad essere troppo caldo e il bestiame inizia a risentirne, a Mogoro, come del resto in tutta la Sardegna, si da il via a quell’usanza, mista a rito e tradizione, che è la la tosatura delle greggi.
Sino a qualche anno fa gli strumenti necessari erano forbici e fatica e per tosare 400-500 pecore ci si impiegavano diverse giornate.

La situazione oggi è un po’ cambiata, nel senso che se in passato era un lavoro affidato rigorosamente ai pastori e ai proprietari delle greggi e ai loro collaboratori, oggi i tosatori sono talvolta provenienti da molto lontano.
La fatica rimane un elemento indispensabile per la buona riuscita della tosatura, ma i tempi si sono accorciati grazie a un lavoro d’equipe ben organizzato.
Un gruppo di neozelandesi lavora negli ovili della Sardegna e presta il suo servizio di tosatura. Sono ragazzi esperti che con i rasoi elettrici rinfrescano il look di tante pecore in poche ore; fa da sottofondo la musica che li aiuta a rendere ancora più mansueti gli ovini.
È un sacrificio enorme per questa decina di uomini: il sudore cola sulle loro tempie, si interrompono solo per qualche minuto per ristorarsi con delle bibite, ma poi riprendono a ritmi serrati.
Talvolta entrano in competizione tra loro e si sfidano per vedere chi riesce a tosare il numero più elevato di capi. In questo ambiente che in Sardegna è tipicamente maschile, c’è anche una donna alla quale è affidato il compito di raccogliere la lana in un sacco adeguato. Il lavoro di catturare il bestiame continua ad essere affidato agli aiutanti locali che per l’occasione si rendono disponibili e lavorano con dedizione.

Ora le pecore sono tutte più leggere, pronte ad affrontare la calura estiva!
L’ultima ad essere tosata è accompagnata da un applauso.
Certe cose non sono cambiate. Si ha sempre l’abitudine di ringraziare gli aiutanti locali (e ora anche i neozelandesi) con un banchetto. Talvolta comincia subito dopo la fine del lavoro e tra bambini festanti e uomini provati dalla fatica comincia la festa. Salsiccia, formaggio, fegatini, anguille, verdure e vino.
Si brinda per inneggiare la buona riuscita della tosatura dell’anno che verrà. “Attrus annus cun salludi.”

g a b r i e l l a   floris
aprile 2015

Mogoro apripista per le unioni civili omosessuali

Il sindaco: «un Atto di civiltà per le coppie gay».


unioni-civili-matrimonio-gayLa giunta comunale di Mogoro, nella seduta di giovedì scorso, ha approvato la delibera che consente di concludere gli effetti civili del matrimonio fra persone dello stesso sesso davanti al sindaco, nella sua veste di ufficiale di Stato civile.

L’opportunità è stata ottenuta grazie a un recente provvedimento del Governo Renzi che in combinazione con  un disposto della Giunta Regionale contro lo spopolamento dei centri minori consente ai primi cittadini la discrezionalità necessaria per poter derogare dalla legislazione nazionale. Continua a leggere

«Salviamo l’ultima cabina telefonica»

MOGORO. Il paese si mobilita per evitare che la postazione Telecom venga smantellata


cabina telecom Mogoro cabina telecom MogoroA Mogoro c’è una cabina telefonica da salvare.
L’appello è stato lanciato su facebook dalla pagina Mogoresbook.
Nell’era di smartphone e tablet purtroppo le cabine con i telefoni a schede o monete hanno vita breve.
Anche a Mogoro. Negli ultimi mesi la Telecom ha già rimosso le due postazioni di piazza Sant’Antioco, dove sono iniziati i lavori e nel sagrato della parrocchia. Ne sono rimaste due, una in via San Francesco e l’altra vicino al municipio. Quest’ultima è la cabina più nota ai mogoresi e più utilizzata. Nei giorni scorsi sul vetro esterno è comparso un avviso di Telecom: rimozione prevista il 16 giugno.
Ma i cittadini possono inviare una mail con posta elettronica certificata all’indirizzo cabinatelefonica@cert.agcom.it chiedendo di salvare quel cimelio della storia della telefonia pubblica mogorese.
Naturalmente specificando i propri dati personali, l’indirizzo della cabina e la motivazione per la quale dovrebbe rimanere.
Mogoresbook ha invitato i mogoresi ad inviare le motivazioni. «Si tratta davvero di un piccolo pezzo di storia locale», ha commentato Mirko Montisci, che gestisce la pagina facebook, «sarebbe bello conservarla, anche se magari la Telecom dovesse disattivarla. Ha un valore affettivo. Tutti noi mogoresi ci siamo affezionati. E poi, perché no, chi dovesse perdere il cellulare con una moneta riuscirebbe comunque a contattare qualcuno».
Mogoresbook ha invitato i mogoresi a proporre altre ragioni di salvezza, iniziando con una scherzosa: «altrimenti non potrò fare più gli scherzi telefonici».
Commento al quale ne sono seguiti altri: «Perché una notte ci siamo entrati in 12», «perché in quella cabina ho cercato il mio primo lavoro stagionale». Per il capogruppo di maggioranza Stefano Murroni la cabina va salvata «perché quando ero piccolo raccoglievo le schede telefoniche per la collezione». Per Ettore Melis della minoranza «perché anche di recente ho visto diversi mogoresi utilizzarla».
Antonio Pintori


L’Unione Sarda
Martedì 3 Marzo 2015, Pagina 32

Primo Sì civile nel nuraghe di Cuccurada

MOGORO: Matrimonio civile fuori dal Municipio.


matrimonio_nuraghe_cuccurada_mogoro
Sposarsi a pochi metri da uno dei nuraghi più belli e maestosi della Sardegna rende ancora più speciale un giorno particolare nella vita di una coppia. Ancor di più se si pronuncia il sì davanti a un amico. Ieri nel cortile del centro servizi del nuraghe Cuccurada si è celebrato il primo matrimonio civile fuori dal palazzo municipale. È stata la Giunta ad autorizzare le cerimonie a Cuccurada e nella fiera del tappeto. Ieri mattina si sono sposati Giorgio Lilliu, 30 anni, militare dell’esercito, e Carla Garau, 27 anni, segretaria. A officiare la cerimonia un loro amico, Francesco Serrenti, 30 anni, grazie a una delega del sindaco Sandro Broccia. «Per me è stata una grande emozione» ha confessato Serrenti dopo il rito, «i miei due amici volevano un matrimonio originale. Ecco perché hanno scelto me come ufficiale di stato civile in un luogo ricco di storia».
Il primo cittadino ha precisato: «Su richiesta degli sposi posso delegare qualunque cittadino italiano che abbia i requisiti per essere eletto in un Consiglio comunale».
Antonio Pintori

L’Unione Sarda
Domenica 26 ottobre 2014, Pagina 48

Il glorioso carnevale di Mogoro – parte III

[Se ancora non l’avete letta, trovate la prima parte qui]
[Se invece vi manca il seguito, trovate la seconda parte qui]


1990
Altro carnevale spettacolare e ben riuscito. Chi organizzava tutto ciò da un paio d’anni, era un gruppo di persone serie e capaci. Per una questione logistica durante le sfilate si vestivano da Banda Bassotti come i personaggi dei fumetti di Walt Disney. Così, facilmente distinguibili dagli altri, si occupavano di render la sfilata ben ordinata e scorrevole, dopo i tanti giorni trascorsi a pensare e decidere le regole e le modalità della gara. Un grande merito da riconoscere sulla buona riuscita dei carnevali mogoresi è senz’altro loro!
Anche stavolta il livello di perfezione raggiunto dai gruppi vincitori nella costrzione dei carri era altissimo!

I miei amici di tutti i giorni mi proposero di partecipare all’allestimento del loro carro che non passò di certo inosservato: Guardie e Ladri, un carcere dove i detenuti evadevano e i carabinieri a suon di manganello ristabilivano l’ordine scortando il carcere mobile (un grosso gabbione in ferro) con la Fiat 500 di Lelle Piras, munita anche di lampeggiante sirena!
Mmmh… No! Erano i miei amici ma ormai ero troppo preso da ciò che con il gruppo dell’anno prima, de Su Tundidroxiu,  stavamo organizzando per quell’anno. Per me che amavo alla follia i fumetti Western tipo Tex Willer e altri, poter lavorare nel carro dei Messicani era il massimo!

Ci fu un personaggio mogorese che diede un contributo enorme affinchè i lavori risultassero degni della fama conquistata con il carro dell’anno precedente: Giuliano Montisci, un artista a tutto tondo… geometra, pittore, fumettista. Riuscì a realizzare un progetto del carro che tutti noi condividemmo e con pazienza riuscimmo a concretizzare sopra il rimorchio di un tir: un Saloon, uno spiazzo di muretti a secco arcati con mattoni di ladiri, erbe grasse giganti, e la chiesetta di fronte. Continua a leggere