Un dono particolare


    «Questa è la storia di un paesino di poco più di 300 abitanti che ricevette un dono particolare.
Due prestigiosi musicisti in combutta con il sindaco del paese in questione offrirono un concerto da un’ora e mezza nella chiesa principale.

I cittadini ne furono subito entusiasti.
Un concerto in paese non si vedeva dai tempi del boom economico ed era assolutamente un evento imperdibile. Andarono in tanti ad ascoltare le maestrie sonore dei professionisti. Molte le vecchine che rispolverarono abiti inusitati preferendo fantasie delicatamente floreali al nero del lutto. Sindaco in pompa magna con striscia tricolore per dare il benvenuto ai musicisti, qualche giovane signora con rossetto e tacchi alti, finti intenditori e giovanotti scapestrati.
Di gioventù in realtà ne era rimasta ben poca dato che molti avevano preferito seguire strade differenti e allontanarsi dal paese che poco offriva a chi era ricco di sogni e speranze. Si diceva che chi avesse deciso di rimanere fosse o pazzo o laureato.


La Chiesa era piccola e l’acustica perfetta: poche luci ad illuminare i volti e le movenze dei chitarristi esperti. I bancali pieni e le mura spoglie della Chiesa, giusto qualche fiore e statue e santi ad ascoltare pure loro.

I due iniziarono a suonare. Il loro tocco era soave e delicato e all’inizio strapparono applausi con facilità da tutti i presenti che si guardavano compiaciuti e contenti. Tecnicismi, esperienza nel suono e totale conoscenza dello strumento. I due entrarono in una sorta di estasi totale che li portò a chiudere gli occhi e a seguire soltanto la musica e gli effetti delle loro dita sugli strumenti in un tripudio di suoni e dolci emozioni.

Ma qualche vecchina diede presto segni di cedimento.

La digestione lenta, la scarsa abitudine ad uscire dopo cena, il caldo e la cantilena della musica dal vivo furono una combinazione perfetta che agevolò il sonno delle più anziane. Qualcuna cominciò ad accasciarsi sui bancali della Chiesa. Ma anche qualche signora più giovane cominciò a battere le palpebre dieci, cento e mille volte per cercare disperatamente di tenere gli occhi ben aperti, ma alla fine tre o quattro delle presenti si videro costrette a poggiare la testa sui propri mariti, i quali, di rimanere vigili e attenti all’ascolto, ne avevano ancora per poco.
Dei signori, non riuscendo proprio a controllare il sonno lasciarono che il capo gli dondolasse liberamente. Poi c’erano i bambini che si addormentarono in grembo alle mamme e queste, a forza di dondolare i loro pargoli, si addormentarono pure loro.

I musicisti continuarono a suonare ad alti livelli in un orgasmo di ritmi che li coinvolgevano senza neanche rendersi conto del loro pubblico particolarmente spento.

I giovani decisero a metà concerto di uscire a prendere una boccata d’aria e di bere quelle quattro birrette solite. Anche il sindaco cedette alle tentazioni di Morfeo e la fotografa, venuta per testimoniare l’evento musicale, si addormentò tra un gradino e l’altro dell’altare.


Quando ormai erano giunti al loro ultimo pezzo e si aspettavano un’ovazione dal pubblico con scrosci di applausi interminabili, i due musicisti aprirono gli occhi e si resero amaramente conto che il religioso silenzio del pubblico non era affatto dovuto all’interesse nei confronti della loro musica: tutti dormivano da un pezzo.

Tronfi della loro sapienza musicale, abituati a ricevere grandi complimenti ed a rispondere alle domande degli intenditori ci rimasero così male che ritirarono velocemente i loro strumenti, si asciugarono il sudore e mogi mogi abbandonarono la chiesa che continuò a ronfare indisturbata sino all’indomani.»

FINE

flogabry


Personaggi, luoghi e vicende di questo racconto sono frutto di pura fantasia, opera di Gabriella Floris.
Le illustrazioni di questa storia sono gentilmente offerte da Alice Cirronis.


Alice Cirronis è un’illustratrice mogorese nata a Oristano il 15.12.1987.
Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Oristano dove nel 2007 si diploma con soddisfazione e decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti a Firenze.
Nel 2011 si laurea e decide di continuare il suo percorso di studi intraprendendo un corso di illustrazione alla Nemo NT, una nota scuola Fiorentina che tuttora frequenta.
Fa parte di un gruppo di autoproduzioni con il quale ha partecipato con i suoi lavori in alcune delle più importanti realtà italiane del disegno, indipendente e non, quali il Lucca Comics e il Crack di Roma.


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