Archivi categoria: lavoro

Articoli riguardanti il lavoro, le attività produttive, il commercio e gli argomenti connessi all’economia di Mogoro.

Fiera dell’Artigianato: il visitatore sa cosa vuole.

Tempo di bilanci per la Fiera del Tappeto.


Bilanci_Fiera_Mogoro_2015

MOGORO. Un pubblico di livello culturale medio alto, composto in consistente percentuale da laureati con alle spalle corsi specialistici e professionali. Visitatori che sono già estimatori del settore artigianato e che arrivano a Mogoro perché sanno di trovare in esposizione prodotti di eccellenza e qualità. In più, il 57 per cento del campione era alla sua prima visita, approdato all’esposizione proprio perché rassicurato dal prezioso e positivo passaparola guadagnato negli ultimi anni.

Crescono di un ulteriore venti percento di presenze la Fiera del Tappeto, insieme agli incassi. Un fatturato da 130mila euro nel 2015, raddoppiato già negli ultimi anni e in notevole innalzamento sin dal 2010. E per questa edizione i dati numerici si arricchiscono di significato grazie all’indagine statistica commissionata dal Comune a un gruppo di professioniste del settore, originarie di Mogoro. Esperte in gestione dei beni museali e antropologhe hanno, infatti, elaborato un questionario, presentato all’ingresso della Fiera o compilabile sul sito internet della manifestazione. Continua a leggere

Morimenta dopo la tempesta.

Sabato, 5 Settembre 2015.


Ieri sera un violento e fulmineo uragano si è abbattuto sul medio campidano. Nel suo passaggio ha investito in pieno la borgata di Morimenta, frazione del comune di Mogoro. Sono bastati circa dieci minuti a mandare in frantumi case, tetti, alberi, piantagioni, capannoni e quant’altro.

Il lavoro di una vita messo in gioco in un pomeriggio di fine estate.
Oggi è il giorno in cui si contano i danni e si cerca di rimediare ai guasti maggiori. Dai prossimi giorni si lavorerà per ricostruire con pazienza e tenacia quello che la natura ha portato via.
Buon lavoro alle persone di buona volontà e alle persone di buon cuore che le vorranno aiutare.

Maggiori informazioni a breve sulla pagina FB mogoresbook


Qui trovate le foto di Stefano Pia

L’artista sardo-tedesca rilegge i tappeti.

nelle produzioni di due tessitrici il cambiamento dei motivi tradizionali per guardare a nuovi mercati.


Romina Pilloni + Fatteri, tappeti Mogoro

MOGORO. La complessità e bellezza delle decorazioni tradizionali condensate nella geometria. Un look contemporaneo, dove riconoscere le pavoncelle anche senza i dettagli; la vite e l’uva diventano un incontro di reticoli e le ali spiegate sono semplici righe, che trasmettono però la libertà del volo.

Così si fanno rivivere le decorazioni sui tappeti, i cuscini e gli arazzi tradizionali sardi, partendo da Mogoro per andare dritti in Germania, e ritorno. È il progetto nato dalla collaborazione tra la giovane artista Romina Pilloni, una sarda solo d’origine, adottata sin da piccola in terra tedesca, e le sorelle Maria Luisa e Licia Fatteri, che dal 1986 cuciono nel loro laboratorio sogni e tradizione nel cuore della Marmilla.

«Per me è stato chiaro fin dall’inizio che un tappeto sarebbe stato il mezzo ideale per esprimere la mia creatività, perché è una delle componenti principali di quasi ogni abitazione sarda. Fin da bambina amavo ammirare le coperte e i cuscini di mia nonna, l’arte di tessere è da secoli il mezzo delle persone semplici di trasmettere valori e tradizioni, raccontano di vite normali e rappresentano i valori dei sardi» racconta l’artista sardo-tedesca. Continua a leggere

La Fiera del Tappeto polverizza i record di presenze e incassi.

il 60 per cento dei visitatori viene da fuori.


Mogoro_Fiera_Artigianato_2015

MOGORO. «Chi viene qui, si innamora già dalla prima visita. E se lo dico io, che sono il sindaco, certo è di parte. Ma quest’anno mi ritrovo spesso a constatare di non essere il solo a rimanere folgorato dalla bellezza della Fiera del Tappeto. Sono davvero in tantissimi i visitatori che hanno riconosciuto il grande valore artistico e storico, nonché le potenzialità di questa esposizione.
Il nostro compito, come mogoresi, sarà quello di non fermarci e contribuire alla sua diffusione e continua valorizzazione».
Sandro Broccia inizia a tirare le somme della Fiera del Tappeto, che questa settimana attende l’ultima ondata di visitatori. Si chiude lunedì 31 agosto ma i numeri fanno già registrare un’edizione da record. «I dati sono più che positivi, possiamo già contare un ricavo di vendite pari al totale dello scorso anno, che già era stato più che soddisfacente – continua il primo cittadino –. Abbiamo un buon 20 per cento di presenze in più, e manca ancora l’ultima settima durante la quale abbiamo sempre il picco di affluenza. Continua a leggere

Coop Su Trobasciu vince il premio startup di Google.

premiate le tessitrici di Mogoro.


tessitrici_su_Trobasciu_Mogoro

MOGORO. Non sono delle native digitali, ma hanno avuto lo sprint di una startup di giovani imprenditori ai nastri di partenza. Sono le donne della cooperativa tessile Su Trobasciu, l’impresa di Mogoro tutta al femminile nata nel 1978 e gestita da 7 donne, di età compresa tra i 50 e i 65 anni.
Dalla loro mani nascono i prodotti della tradizione tessile dalla Marmilla.
Ma i cuscini, le tende, i tappeti o le tovaglie, persino i grandi e famosi arazzi, oggi valicano il mare e potenzialmente anche l’oceano, grazie al progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale” proposto da UnionCamere in collaborazione con Google.

«Avevamo un sito già negli anni ’90 ma certamente non l’e-commerce e, dopo il normale smarrimenti iniziale, oggi lavoriamo sodo anche in digitale per migliorare sempre più il nostro servizio ha spiegato la presidente di Su Trobasciu, Wilda Scanu –. Il nostro è un investimento per il futuro. Se questa regione non camperà dalle eccellenze della sua tradizione, che vanno dal mercato dell’artigianato a quello dell’agroalimentare, di cosa potrà altrimenti campare? Sono settori che legano al territorio, che evitano, se sviluppati, ai nostri ragazzi di essere costretti ad andare a cercare fortuna altrove. Ai giovani di oggi dico di osare, come abbiamo fatto noi lanciandoci nelle nuove tecnologie digitali che poco conoscevamo, e di non avere paura». Continua a leggere

I neozelandesi e la lana nostrana…

tosatura_sardegna

Quando a fine maggio il sole comincia ad essere troppo caldo e il bestiame inizia a risentirne, a Mogoro, come del resto in tutta la Sardegna, si da il via a quell’usanza, mista a rito e tradizione, che è la la tosatura delle greggi.
Sino a qualche anno fa gli strumenti necessari erano forbici e fatica e per tosare 400-500 pecore ci si impiegavano diverse giornate.

La situazione oggi è un po’ cambiata, nel senso che se in passato era un lavoro affidato rigorosamente ai pastori e ai proprietari delle greggi e ai loro collaboratori, oggi i tosatori sono talvolta provenienti da molto lontano.
La fatica rimane un elemento indispensabile per la buona riuscita della tosatura, ma i tempi si sono accorciati grazie a un lavoro d’equipe ben organizzato.
Un gruppo di neozelandesi lavora negli ovili della Sardegna e presta il suo servizio di tosatura. Sono ragazzi esperti che con i rasoi elettrici rinfrescano il look di tante pecore in poche ore; fa da sottofondo la musica che li aiuta a rendere ancora più mansueti gli ovini.
È un sacrificio enorme per questa decina di uomini: il sudore cola sulle loro tempie, si interrompono solo per qualche minuto per ristorarsi con delle bibite, ma poi riprendono a ritmi serrati.
Talvolta entrano in competizione tra loro e si sfidano per vedere chi riesce a tosare il numero più elevato di capi. In questo ambiente che in Sardegna è tipicamente maschile, c’è anche una donna alla quale è affidato il compito di raccogliere la lana in un sacco adeguato. Il lavoro di catturare il bestiame continua ad essere affidato agli aiutanti locali che per l’occasione si rendono disponibili e lavorano con dedizione.

Ora le pecore sono tutte più leggere, pronte ad affrontare la calura estiva!
L’ultima ad essere tosata è accompagnata da un applauso.
Certe cose non sono cambiate. Si ha sempre l’abitudine di ringraziare gli aiutanti locali (e ora anche i neozelandesi) con un banchetto. Talvolta comincia subito dopo la fine del lavoro e tra bambini festanti e uomini provati dalla fatica comincia la festa. Salsiccia, formaggio, fegatini, anguille, verdure e vino.
Si brinda per inneggiare la buona riuscita della tosatura dell’anno che verrà. “Attrus annus cun salludi.”

g a b r i e l l a   floris
aprile 2015