Oristano. Provincia abolita: 40 sindaci incontrano l’assessore Erriu.

Il futuro del territorio? «Maxi Unione di comuni».


Assessore_erriu_provincia_Oristano

Il sindaco Guido Tendas con l’assessore regionale Cristiano Erriu, che fa tappa a Oristano per spiegare la riforma territoriale dopo la chiusura delle Province, fa un po’ il provocatore senza smettere di pensare in grande per una Oristano più grande. A chi chiede l’area metropolitana (Sassari, per stare alla cronaca) Tendas replica: «A noi l’Unione dei Comuni di area metropolitana», che all’incirca è la stessa cosa. Cristiano Erriu la prende alla larga per concludere: «Città metropolitana, per abitanti, è solo Cagliari».

Ok, riconosce Alessio Mandis, segretario provinciale Pd e sindaco di Gonnostramatza, «ma anche Cagliari con Roma o Milano farebbe ridere». Cristiano Erriu davanti a una cinquantina di sindaci, e consiglieri regionali della (ex) provincia, aggiusta il tiro: «Se i numeri dicono solo Cagliari, altri territori meritano abiti cuciti su misura». Oristano mai e poi mai potrà essere «metropolitana ma – dice Erriu – capofila di una unione “rinforzata” di comuni. Qualcosa di speciale nelle sue specialità: cultura, agroalimentare.
Oristano ha bisogni diversi da Sassari ma altrettante esigenze di governo. Agricoltura, industrie agroalimentari. Il piano regionale di riforma del territorio di queste specificità dovrà tenerne conto».

LA RICHIESTA E qui Erriu apre una finestra che è un gran portone: «Tenere conto delle risorse del territorio significa localizzare anche gli uffici regionali legati a quelle risorse». Tipo assessorato all’Agricoltura, tema caro al sindaco Guido Tendas. Quindi, Oristano non sarà mai “metropolitana” ma nel quadro post provincia avrà un ruolo specifico, importante.

I COMMENTI «La Regione che ha pensato di inserire nel disegno di legge il polo culturale di Nuoro deve tener conto anche di Oristano ripensando che Eleonora e i Giudicati ci appartengono», sbotta Tendas. «La difesa del territorio è sacra, niente deve andare perso», aggiunge la deputata Caterina Pes allungando lo sguardo sulla Prefettura, Questura e via dicendo. «Il disegno di leggere deve andare avanti ma la legge è da migliorare», è stato il coro dei sindaci da quello di Modolo, Omar Hassan, ad Antonello Figus di Santa Giusta, Andrea Santucciu di Marrubiu, Sandro Broccia di Mogoro.
Scontato l’impegno dei consiglieri regionali, Mario Tendas, Antonio Solinas, Oscar Cherchi, Angelo Cherchi e Gianni Tatti, Attilio Dedoni.
Antonio Masala


L’Unione Sarda
Sabato 11 Novembre 2015, Pagina 50

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