L’artista sardo-tedesca rilegge i tappeti.

nelle produzioni di due tessitrici il cambiamento dei motivi tradizionali per guardare a nuovi mercati.


Romina Pilloni + Fatteri, tappeti Mogoro

MOGORO. La complessità e bellezza delle decorazioni tradizionali condensate nella geometria. Un look contemporaneo, dove riconoscere le pavoncelle anche senza i dettagli; la vite e l’uva diventano un incontro di reticoli e le ali spiegate sono semplici righe, che trasmettono però la libertà del volo.

Così si fanno rivivere le decorazioni sui tappeti, i cuscini e gli arazzi tradizionali sardi, partendo da Mogoro per andare dritti in Germania, e ritorno. È il progetto nato dalla collaborazione tra la giovane artista Romina Pilloni, una sarda solo d’origine, adottata sin da piccola in terra tedesca, e le sorelle Maria Luisa e Licia Fatteri, che dal 1986 cuciono nel loro laboratorio sogni e tradizione nel cuore della Marmilla.

«Per me è stato chiaro fin dall’inizio che un tappeto sarebbe stato il mezzo ideale per esprimere la mia creatività, perché è una delle componenti principali di quasi ogni abitazione sarda. Fin da bambina amavo ammirare le coperte e i cuscini di mia nonna, l’arte di tessere è da secoli il mezzo delle persone semplici di trasmettere valori e tradizioni, raccontano di vite normali e rappresentano i valori dei sardi» racconta l’artista sardo-tedesca.

Galeotta fu la Fiera del Tappeto, perché le tre donne si sono conosciute proprio a Mogoro durante la manifestazione qualche anno fa. «Quando ho iniziato nel 2012 il percorso per il diploma in Illustrazione all’università d’Arte a Berlino, ho avuto l’idea di iniziare un progetto che mi riportasse alle mie origini sarde. Così un’estate, come ho fatto tante volte, ho visitato la Fiera. Con le sorelle Fatteri è nata subito una bella simpatia reciproca» racconta Romina Pilloni.
Le tessitrici, che hanno una cinquantina d’anni e si sono sempre dedicate ai temi tradizionali per i loro filati, erano in cerca di qualcosa che le stimolasse a livello creativo.

«Da sole non ci saremmo mai arrivate. Romina è un’artista e ci ha conquistate da subito. Oggi lei espone i nostri lavori tra Monaco e Berlino, noi realizziamo i nostri manufatti in base ai suoi disegni – spiega Maria Luisa Fatteri –. Lavorare sulle forme geometriche è tecnicamente più semplice e lineare, pur avendo mantenuto un’armonicità di stile. La nostra manualità non è cambiata, anzi si è addirittura semplificata. Questo nuovo stile incontra il gusto non solo dei giovani, che si sono riavvicinati così al tessile di fattura sarda, ma anche il gusto dei nostri coetanei, che hanno sempre conosciuto il tradizionale, complice anche lo stile minimal che va tanto di moda. Lavoriamo ancora su temi tradizionali, ma è intuitivo quanto quel tipo di lavoro possa essere differente e oggi lo eseguiamo solo su richiesta».

Il tappeto, a detta della stessa artista, vive attualmente un momento d’oro a livello commerciale. «Il folklore è tornato di moda, i motivi geometrici e la manodopera sono altamente richiesti. La cosa più importante – conclude Romina Pilloni – era garantire la sopravvivenza sul mercato dei prodotti tradizionali sardi come il tappeto, creare un ponte che collegasse il vecchio col nuovo. Ed è proprio per questo motivo che la nostra collaborazione è interessante: le sorelle Fatteri sono esperte di materiali e manodopera, mentre io attraverso il mio studio ho raccolto esperienza nella realizzazione moderna».
Caterina Cossu


La Nuova Sardegna
Mercoledì 2 Settembre 2015

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