Il Museo delle Scienze a da Pirri a Masullas.

 L’associazione Aquilegia abbandona l’ex Vetreria e si porta via oltre 10mila reperti.


Museo_Scienze_Masullas«Cagliari, Capitale italiana della Cultura, sfratta il più importante museo di Scienze della Sardegna».
Il consigliere Pdl Maurizio Porcelli attacca la Giunta per il trasloco dell’associazione Aquilegia che lascia lo spazio all’interno dell’ex Vetreria di Pirri per portare i circa diecimila reperti a Masullas.
«Lì il Comune ci ha accolti a braccia aperte», commenta Luigi Sanciu, uno dei curatori del museo, «avremo a disposizione una bella struttura e tanti progetti da fare assieme all’amministrazione comunale».

MUSEO ITINERANTE Da quando esiste, il museo di Scienze naturali non riesce a mettere radici stabili: nel 1998 è nato ad Assemini, nel 2005 è stato trasferito al Riva e poi, causa lavori di ristrutturazione, è arrivato il trasferimento all’ex Artistico di piazzetta Dettori. Nel 2010, infine, il trasferimento alla Vetreria. «Qui ci sono i locali ideali, su due piani con ascensore e senza barriere architettoniche – spiega Sanciu -, ma quando si è insediata la giunta Zedda ha deciso di cambiare la destinazione di questi spazi e puntare solo sul teatro».

L’ULTIMO TRASLOCO Da allora l’ennesimo trasferimento del museo era solo questione di tempo e si è cercata una struttura alternativa. «Ci hanno proposto di andare in una scuola a Mulinu Becciu – spiegano dall’associazione Aquilegia -, ma stringendo accordi solo con la preside e senza alcun rapporto col Comune. A quel punto abbiamo valutato altre offerte e abbiamo scelto Masullas dove credono nel valore del museo e nei nostri progetti».

I CONSIGLIERI Ad assistere al trasloco con Maurizio Porcelli c’era anche Stefano Schirru, altro componente della commissione Cultura. «È triste assistere a una scena del genere, con i ragazzi impegnati a portare via i reperti da qui – commenta – ma è triste anche vedere in che condizioni è ridotta la Vetreria tra calcinacci che cadono, lampioni rotti ed erbacce: prima qua era tutto più vivo, ora è decadente».

L’AMMINISTRAZIONE Ben diversa la visione della vicenda che ha la presidente della commissione Cultura. «Restare alla Vetreria non era più possibile e, in pieno accordo con l’associazione, si era trovata la soluzione della scuola media Alziator in via Asquer», commenta Francesca Ghirra, «per venire incontro alle loro esigenze abbiamo fatto fare dei lavori nella struttura e predisposto un bando per il trasferimento dei reperti senza che questo incidesse sulle loro spese. Poi, inspiegabilmente, non hanno più voluto firmare il protocollo d’intesa con la scuola e hanno deciso di andare via». Marcello Zasso


L’Unione Sarda Marteedì 21  Aprile 2015, Pagina 13

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