Il glorioso carnevale di Mogoro


Provo fastidio nel pensare che il carnevale viene festeggiato in un mese in cui si potrebbe benissimo stare vicino al caminetto e con pazienza aspettare temperature più miti per poter poi risvegliarsi dal letargo invernale, e ai primi tepori primaverili far sbocciare petali di sana euforìa.
Purtroppo non è così e quando arriva il carnevale succede spesso che le manifestazioni all’aperto vengono ostacolate da temporali, vento freddo e precipitazioni varie che affliggono e scoraggiano i partecipanti.
Per fortuna le sfilate vengono quasi sempre realizzate. Come diceva un noto poeta mogorese “ Chini ‘ddu frimada s’omini bìazzu?

Se non sapessi quanto vale il mio paese potrei dire oggi: “é stato un miracolo!”, Mogoro ha realizzato dei carnevali veramente memorabili, con grande orgoglio provo a ricordare questi importanti avvenimenti che tante persone hanno vissuto in prima persona partecipandovi, creando dei lavori superbi.

Era il 1987 da un anno circa suonavo nella banda musicale e l’amica Patrizia (grande direttrice dei cori dei bambini, e mia prima insegnante di teoria musicale e collega di banda poi) ci disse che la pro-loco e un gruppo di ragazzi pieni di entusiasmo stava organizzando una sfilata carnevalesca dove noi, i più giovani della banda, avremmo potuto partecipare animando il paese con un po’ di musica rigorosamente in maschera!
Fu così che nacquero gli Amogapalaramacà, una sorta di marching band di colore, stile “New Orleans” con bombette e frack. Non sapevo cosa e chi avrebbe partecipato a quel carnevale fino a quando non mi ci trovai dentro, che ridere!
Come vuole la tradizione ci fù il carro del pupazzo di Carnevalli Sazzagòi, fatto in carta pesta che immancabilmente viene processato e messo al rogo.
C’erano due gruppi in maschera, noi e una simpaticissima “scolaresca” in grembiule e fiocco, formata da una ventina di nostri compaesani quasi tutti lavoratori nell’edilizia, che con tanto di maestro molto severo e amante delle punizioni corporali, riusciva a fare delle gag in strada meglio di certi artisti professionisti!
Il paese li accolse con grande entusiasmo e partecipazione, poi c’era il carro vincitore: “I personaggi di Mogoro”, un carro con una grossa scalinata dove, secondo le gerarchìe civili ed ecclesiastiche furono collocate le imitazioni (viventi) dei personaggi importanti del nostro paese: Adriano Ghiani (sindaco), Delfina Broccia (assessore alla cultura), prof. Cherchi (presidente della pro loco), don Orazio Cocco (parroco), don Ignazio Garau (viceparroco), ed altri ancora. Ricordo che prestai la mia chitarra classica all’amico Gabriele che imitava don Ignazio Garau il viceparroco amato, che portava sempre con se la chitarra per esprimere con la musica la sua gioia di vivere. Questa chitarra dopo la sfilata fu adagiata nella gradinata sopra il carro, e durante una manovra del mezzo le cadde qualcosa addosso che provocò uno squarcio sulla cassa. Con i soldi della vincita riuscirono a ricomprarmi la stessa chitarra Ritmo Almeira. La risposta del paese era lodevole, la gente gremiva le strade e percepiva che qualcosa stava cambiando, qualcosa di grande stava nascendo!!

1988
La febbre carnevalesca raggiunse le massime temperature l’anno 1988.
I carri furono tantissimi, quasi venti. Certo alcuni un po’ piccoli, ma gareggiavano ugualmente con quelli più grandi, e tanti erano i gruppi maschere, e le singole. Io partecipai nel carro dell’Esercito del 2000 un plotone militare da parata. Ricordo che per poter partecipare nel carro se non riuscivi bisognava imparare a marciare, così facemmo le prove tutti assieme per tanti giorni come in una caserma vera! Avevamo molti mezzi militari: Carri armati e autoblindo in cartapesta costruiti addosso a delle vecchie automobili, ma anche motociclette d’epoca vere e addirittura un sidecar costruito eccellentemente.
In sfilata era veramente divertente sentire gli ufficiali impartire ordini e punizioni, sembrava tutto vero! Io ero il trombettiere e rispetto alla truppa in mimetica vestivo la divisa elegante (la drop) i guanti bianchi e il cappello da bersagliere piumato,tutto originale! Il maresciallo dei carabinieri mi chiamò da una parte e mi disse che il suo servizio di leva lo fece nei bersaglieri e se non avessi sistemato il cappello tutto su di un lato della testa come lo indossavano loro, mi avrebbe impedito di sfilare! Io non lo presi subito sul serio, era carnevale! Invece vedevo che il maresciallo si stava alterando, dunque per non avere rogne me lo feci sistemare da lui che tutto contento si rendeva utile in qualche modo.
Le scenette durante la sfilata furono tantissime da parte nostra, ma una in particolare addirittura mi commosse. Giunti nella via principale, il capitano del gruppo (mio fratello) fece arrestare tutto il plotone proprio di fronte al piazzale di chiesa, dove con voce da vero comandante ordinò “Trombettiere! Onoriamo i caduti in guerra!”. Io solennemente eseguì “il silenzio d’ordinanza”.
il monumento dei caduti era ancora là e nelle panchine lì accanto alcuni anziani si alzarono in piedi e si levarono il cappello, e vi giuro che non avevano l’aria di assecondare la nostra ricostruzione storica, il tutto risultava abbastanza credibile, ciò che loro avevano davanti agli occhi era perfetto, veritiero, e agirono di conseguenza.

Il carro che vinse quell’anno era veramente bello, Su Magasìu ovvero tutto ciò che avremmo potuto trovare entrando in un vecchio magazzino dove i nostri nonni contadini sistemavano gli attrezzi da lavoro, le botti, gli utensili di tutti i giorni, le bestie, e altro. I particolari erano curati dettagliatamente, e loro, i creatori del carro strappavano applausi con le loro gag in strada. Ogni tanto dai loro zainetti tiravano fuori del cibo e del vino per fare dei veri bivacchi seduti in cerchio sull’asfalto, non vi erano dubbi, erano stati i migliori!
La classifica finale fù così:
primo classificato Su Magasìu,
secondo posto per I Pompieri, e terzo per L’Esercito del 2000.


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Nicola Melis

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4 risposte a “Il glorioso carnevale di Mogoro

  1. Pingback: Scherzi di carnevale a Mogoro. | mogoresbook

  2. HOPS! !25 anni….ah ah ah

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  3. Wow!!! Che Emozione!!! Sono tornata indietro di quasi 20 anni… Ho rivissuto appieno ogni singolo momento rimasto impresso… Si… Grande Carnevale! Felice di averlo vissuto. Mi rimane solo un po’ di amarezza, nel pensare che forse i nostri figli non godranno mai di queste emozioni… Grazie.

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  4. Grande carnevale 1987, con orgoglio ricordo che facevo parte de su magasiu, invito chi possiede delle foto a pubblicarle per poterle condividere e ricordare quegli anni stupendi.

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