Dottor Francesco Onnis


Ne sentii parlare la prima volta credo quando conobbi mia moglie che ha vissuto fino al giorno del nostro matrimonio nella casa che il dottore acquistò nel 1923, quando diventò medico condotto del nostro paese, dal nobile Don Sisinnio Paderi, famoso farmacista di quell’epoca.

Dott. Onnis nacque a Collinas nel 1891, si laureò giovanissimo a Roma e si specializzò in chirurgia, partecipò alla grande guerra con il grado di capitano medico, rimase seriamente ferito dall’inguine in giù fino quasi alla rotula da una scheggia di un ordigno, una foto in nostro possesso lo ritrae assieme ad altri ufficiali in un reparto di prigionieri austriaci a Monte Narba vicino a S. Vito e a Muravera nel 1916, fu trasferito poi al fronte su in alta Italia. Nel dopoguerra come quasi tutti i personaggi in vista che non amavano esser perseguitati essendo tra l’altro molto in vista aderì al fascismo, e cominciò la sua carriera di medico a Mogoro. Era un uomo alto e imponente, portava un grosso cappello inclinato su di un lato della testa, degli stivaloni in pelle, e dei graziosi baffetti alla Don Diego.
Acquistò la prima radio e la prima autovettura in paese ma nonostante ciò le visite a domicilio le faceva andando a piedi. Le persone nate nei primi 50 anni del novecento lo ricordano chiaramente quasi tutti e dicono di costùi che era un grande medico, e ciò che curava lui rimaneva fatto bene nonostante la difficoltà di diagnosi su diverse malattie ancora non perfettamente chiare alla scienza. Diverse persone mi hanno confermato che dott. Onnis era generoso e solidale verso i meno abbienti.

Un personaggio del genere non poteva che vederne di tutti i colori nella Mogoro di quegli anni. Tant’è vero che diversi decenni fa venne chiamato d’urgenza alle prime luci dell’alba presso una famiglia a cui era morto durante il sonno il proprio figliolo neonato. Il medico non ci mise tanto a rendersi conto che questa disgrazia capitò perche i due coniugi erano dediti all’alcool. Da sbronzi, non si accorsero della povera creatura che soffocò, schiacciato sul letto ad una piazza e mezzo, vittima del peso del corpo di uno dei genitori. Nei verbali che dovette compilare scrisse che il bimbo era morto di causa naturale, e tutto venne messo a tacere… perche? Erano davvero altri tempi! il dottore non voleva aggiungere altri dolori ad una famiglia che pur essendo colpevole di aver ucciso il proprio figlio tutto sommato non meritava di andare in carcere, era stata una tragedia senz’altro, ma la disperazione dei due per lui era sufficiente affinchè si rendessero conto di ciò che avevano provocato.
Il parere del medico era sacrosanto.

Personalmente penso che quest’ uomo abbia vissuto nel corso della sua esistenza delle situazioni abbastanza singolari, ha visto l’orrore della guerra più cruda che il genere umano abbia mai conosciuto, la prima guerra mondiale! Chissà quante persone ha visto morire in quei lettini da campo, quante giovani vite si sono spente davanti ad i suoi occhi, quante braccia e quante gambe ha dovuto amputare a tantissimi suoi conterranei dopo le battaglie che infuriavano sul Carso, sull’altipiano, o sull’Isonzo e il Piave.

Mio suocero rimase orfano a soli 5 anni, inizialmente lo portarono in un orfanotrofio ad Ales, ma dopo un po’ di tempo venne preso in custodia dalla sorella di sua madre. Era la governante principale della casa di Dott. Onnis che non si era mai sposata e che fu felice di adottare questo bambino sfortunato. Rimasero tutti assieme in quella casa per circa dieci anni dove mio suocero ebbe modo di vivere una vita non proprio simile a quelle del resto dei suoi coetanei, dopo l’orfanotrofio venne la palazzina di via Regina Elena, con tutta la servitù, i magazzini pieni di ogni ben di Dio, l’automobile, i bei vestiti, le gite al mare, le numerose visite di facoltosi personaggi, tutti quegli agi che erano tipici di chi nella società contava.
Sul finire degli anni ’50 si trasferirono a Cagliari dove dopo la pensione il dottore voleva trascorrere la vecchiaia , ma morì prematuramente nel 1959 stroncato da un cancro.
Nella casa qui a Mogoro ha lasciato diversi oggetti curiosi che ogni tanto mi capita di vedere: un bellissimo fotocopiatore a valigetta portatile, molti attrezzi da medico: forbici, bisturi, attrezzi da dentista, divaricatori, un trapano da dentista a pedale, enciclopedie di medicina, un bellissimo orologio con l’aquila del ventennio, e un regalo che ricevette negli anni venti: la famosa campana di Rovereto in miniatura che elogiava i martiri delle guerre italiane dal risorgimento al primo conflitto mondiale.
Ci sono anche alcuni mobili in castagno, compresa la sua scrivanìa intagliata con bassorilievi floreali, un bellissimo David di Michelangelo in marmo di Carrara, un quadro del duce a cavallo, tante cartoline di sue ammiratrici, e diverse foto. Mogoro volle ringraziarlo del bene che fece alla popolazione, e circa 25 anni fa gli dedicò una via del nostro paese.

Nicola Melis

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Una risposta a “Dottor Francesco Onnis

  1. Lo ricordo benissimo, sopratutto perchè da bambino mi praticò lui il vaccino sul braccio destro, che poi divenne “pabedda”.

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