Acqua medalla e mabi fattus


Figli della scienza, dell’industrializzazione e della tecnologia, solo in pochi sono interessati a ritenere verosimili
mabi fattus, acqua medallas e quant’altro.
O almeno a ragionarci su.

Se è vero che con la nascita della Scienza tutte le argomentazioni non dimostrabili caddero in disuso, d’altra parte ci sono studiosi che tutt’oggi parlano di noosfera, “sfera del pensiero umano”, e ne studiano il potere e le implicazioni nella nostra vita. Alla fine che c’è chi crede a verginità improbabili e spirito santo, perchè non domandarsi se davvero il pensiero dell’uomo abbia un potere o un’energia più grande di quanto si possa immaginare?

Sentite questa. L’anno scorso avevo un mal di testa continuo. Aulin e Oki solo polveri inutili. Una febbricciatola fastidiosa continuava ad accompagnarmi già da una settimana e cominciavo a preoccuparmi. Qualcuno mi consigliò di farmi fare s’acqua medalla. Inizialmente storsi il naso, ma d’altronde… c’è chi è convinto della veridicità dell’arca di Noè perchè non avrei dovuto credere al potere pseudo-magico-curativo delle donne anziane del mio paese?
Eccomi dunque a casa di una di loro.

Il mio caso pareva più grave degli ultimi malati immaginari proposti all’attenzione dell’esperta, pertanto sarei dovuta andare personalmente due volte al giorno finchè i sintomi non si fossero dissolti. Acqua, grano, bolle e interpretazioni. Sembrava che qualcuno mi iat tirau ogu, mi avesse cioè invidiato ed augurato del male. Qualche idea su chi potesse essere stato ce l’avevo pure, ma oramai non mi restava che perseverare nella pratica curativa per diversi giorni senza neanche lamentarmi. Andai mattina e sera regolarmente. Soldi non ne accettò e la ricompensai con uova fresche delle galline allevate da mia mamma. Parve gradire. Il mal di testa sparì e la febbre si dissolse.

Energie negative ed energie positive: solo superstizioni e credenze popolari?
Mio padre mi raccontò una storia capitata in seno alla sua famiglia. Sottolineò che si trattasse di una storia vera.

Suo nonno, tale Lorenzo Floris, sposato con Peppina Orrù, passeggiava un giorno nelle vie del paese con un suo amico. Mentre chiacchieravano del più e del meno, incontrarono il sacerdote dell’epoca, il quale in quel momento chiese all’amico di mio bisnonno di affidargli la figlia come perpetua. Il nonno di mio babbo, Lorenzo appunto, consigliò l’amico senza troppi giri di parole: “Guai a tui chi ddi donas a filla tua! nd’at a fai cussu chi bolit!. Insinuando in maniera non molto velata che il prete avrebbe potuto approfittare dell’innocenza e della giovane età della ragazza. Il sacerdote impallidì davanti a queste parole inaspettate e tremò dall’alto dei suoi poteri religiosi: “Custa Larenzu Froi mi da pagas”
Su mabi fattu
era già nell’aria. Non passò molto tempo prima di rivelarsi con tutta la sua veemenza.

Lorenzo Floris sino ad allora era un agricoltore benestante. Novanta – cento anni fa chi possedeva terreni e bestie era da ritenersi fortunato. Con Peppina aveva messo al mondo sette figli, cinque femmine e due maschi. Tra gli altri c’era mio nonno, Antonincu, che riuscì a comprarsi faticosamente una vigna in S’anei. Lorenzo aveva campi di grano, orzo e diversi gioghi di buoi, di quelli che si vedono ancora oggi solo nelle feste più importanti. Erano utili ad arare terreni e trainare carri. Iniziò proprio da loro a manifestarsi il maleficio: una di queste bestie perse un corno, lo spezzò accidentalmente. Qualche altro animale di lì a poco morì. Perdere animali così preziosi per l’uomo significava ovviamente rinunciare ad un aiuto importante nel lavoro agricolo. Per una o due stagioni il raccolto andò in malora e una brutta carestia si abbattè sulla famiglia Floris. Lorenzo sempre più spesso cominciò ad affogare i suoi dispiaceri nell’alcool, a vendere terreni e tutto quello per cui aveva lavorato una vita intera. Tornò in miseria.

Intanto il prete venne trasferito a Gonnosfanadiga. La mia bisnonna, Peppina, moglie di Lorenzo, era una donna coraggiosa e non temeva nessuno. Decise pertanto di andare a piedi sino a Gonnos. Camminò senza scarpe per dei giorni. Il freddo e l’umidità della notte, animali notturni e stanchezza. Finalmente ebbe udienza con il parroco causa delle sciagure della sua famiglia e lo supplicò di spezzare l’incantesimo malvagio. Ma il curato non ne volle sapere. “Naraddi a pobiddu tuu, dde beni cussu a is peis mius a mi pregai!!”

La moglie ripercorse il viaggio a ritroso afflitta e desolata, consapevole della cocciutaggine del marito; infatti, riportategli le parole del prete, reagì così: “M’ap a morri pudriau ma de cussu deu no ddui andu!!”.

Morì povero e dedito all’alcool in una casupola nella vigna di Antonincu.

Ecco, io non so se davvero le disgrazie della famiglia di mio bisnonno fossero da accreditare a su mabi fattu del sacerdote permaloso o se invece siano ascrivibili a quello che chiamiamo destino o alla scarsa forza di reagire che lui dimostrò davanti alle difficoltà; tuttavia penso sia bene conservare memoria di fatti e misfatti che hanno accompagnato i nostri predecessori.

La verità poi lo sappiamo. La verità non esiste.

flogabry
dicembre 2013

Annunci

3 risposte a “Acqua medalla e mabi fattus

  1. Come si può contattare la persona che fa questo rito “buono”?

    Mi piace

  2. Credo che alcune persone emanino dei flussi negativi anche solo con il pensiero, secondo me sono delle persone cattive e gelose, se vogliono, possono farti del male, anche involontariamente! Ricordo da ragazza che un signore molto più grande di me, che passava tutti i giorni davanti a casa mia, possedeva il potere di farmi stare male, tutte le volte che lo incontravo stavo male (mal di test, debolezza ed anche vomito)!!! Per fortuna c’era una cugina di pio padre, anziana, che probabilmente era a conoscenza del potere di costui, di cui non ricordo esattamente il nome, solo il Cognome: Lilliu ed abitava nella strada che da S’Ecca matteddu porta al Carmine ed sercitava il rito de “s’acqua madalas”, dovevo ricorrere sempre a lei per farmi stare bene!!!!
    Non sono né una bigotta né una che crede alle stupidaggini, chiacchere e superstizioni varie, però a questo fenomeno ci credo perchè l’ho vissuto persolmante!!! Vi posso assicurare che questi flussi negativi che queste persone possiedono li usano anche su animmali e piante!!! Ricordo che questa persona che emanava questi flussi negativi li usò anche su una bella pianta di ortensie che possedevamo in casa nostra!!! Questa volta però fu la madre di mia cognata, allora fidanzata con mio fratello, a fare il rito de “S’acqua Madallas” e quindi a fare rinvigorire questa bella pianta!!! So che il questo rito viene tramandato da madre in figlia o da nonna a nipote!!! La madre di mia cognata l’ha tramandato ad una sua nipote che è anche mia nipote in quanto figlia di mio fratello e so di certo che anche lei ogni tanto, se qualcuno di famiglia lo chiede, esegue il famoso rito e vi posso assicurare che funziona!!! Ovviamente lei non ha piacere che si sappia in giro essendo anche abbastanza colta (laureata) e facendo l’insegnante!!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...