Natale d’Islanda: Jól


lunga notte e preludio di una nuova primavera

Giunge presto il Natale in Islanda, dove tradizionalmente la festa cristiana si lega a forme di paganesimo norreno le cui credenze sono basate su un grande rispetto per la natura e per la cultura, il folklore e la mitologia scandinava.

Jól, il Natale appunto, è sicuramente una delle festività più importanti di quest’isola. Jól è per gli islandesi un periodo più lungo rispetto al nostro Natale, la celebrazione del solstizio d’inverno, un periodo di oscurità, in attesa della rinascita. A queste latitudini già a metà novembre le giornate si accorciano velocemente e si entra nel lungo tunnel della notte islandese. Ma più aumentano le ore di buio, più aumentano le decorazioni natalizie e all’inizio di dicembre tutto si illumina di mille luminarie: le finestre, i muretti, le siepi, gli alberi, prendono vita grazie all’elettricità geotermica a basso costo. Se la natura priva i posti della luce ci pensano gli uomini a ridare vita agli spiriti che animano i luoghi di questa landa.

E`anche la stagione ideale per le letture. Le cassette delle lettere si riempiono di materiale promozionale e i libri, per questo popolo di grandi lettori, li si vede dappertutto: in TV, nei quotidiani, nei supermercati, nei bar. Un altro modo per illuminare il buio, per riflettere, pensare alla vita che verrà, organizzare la propria primavera, rinnovare la propria esistenza. Ma a dare profondità a questo tempo, scandito lentamente con ritmi a noi sconosciuti, contribuiscono anche le continue nevicate. Quando le temperature sono vicine allo zero, alla neve si alterna la pioggia e alla pioggia il ghiaccio che poi viene ricoperto nuovamente dalla neve. Ci si cala in una prolungata e magica atmosfera, in una commistione di tradizioni pagane e cristiane, dove il buio, che raggiunge il suo massimo il giorno del solstizio d’inverno, si carica di significati di rinnovamento e rinascita. Un lungo periodo di riflessione, di lunghe dormite, di altrettante lunghe letture.

In Islanda giungono presto anche i babbi Natale. Sì, perché nella terra degli elfi, non ci si poteva accontentare di un unico “babbo”. Si tende a parlare di babbi Natale solo per facilità e convenienza, ma loro sono i Jólasveinar. Sono tredici e sono dei troll. I troll si dice siano dei giganti buoni, che vivono di notte e se sono sorpresi dalla luce vengono trasformati in rocce. Sui monti o nei campi di lava, di tanto in tanto, si intravedono queste sagome strane. Sono innocui purché non vengano importunati.

I Jólasveinar, letteralmente i ragazzi di Natale, scendono uno alla volta dalle montagne. Sono figli di Grýla e Lappalúði. Grýla anticamente si diceva che mangiasse stufato di bambini monelli. Quasi due secoli fa una legge proibì di spaventare i bambini usando la sua storia. A partire dal dodici dicembre i Jólasveinar vengono a trovare i bambini. Loro lasciano una scarpa sul davanzale della finestra. Ogni notte, per dodici notti, i genitori mettono un piccolo regalo dentro la scarpa, oppure una patata, se il bambino non si è comportato bene. Nel periodo pre-natalizio, nei grandi centri commerciali è una ressa continua per confezionare regali e regalucci. All’inizio anche i Jólasveinar erano intesi a spaventare i bambini, ma adesso sono diventati buoni. A questi tredici può aggiungersi il gatto nero, portatore di sventura, che, a quanto pare, scende a rendere visita alle persone che non hanno indossato abiti nuovi. Anticamente era uno sprone a fabbricarsi i propri abiti; oggi è lo sponsor di molti negozi di abbigliamento.

Dopo Natale i ragazzi uno per volta tornano nelle montagne. Ognuno dei Jólasveinar ha le proprie strambe abitudini. Il primo si chiama Stekkjastaur (Steccone) che disturba le pecore nel loro ovile, il secondo è Giljagaur (Rubalatte), poi arriva Stúfur (Il Corto); il 15 scende Þvörusleikir (Leccamestoli), mentre il giorno successivo arriva Pottasleikur (Raschiapentole). Il 17 si fa vedere Askasleikir (Leccapentole) mentre il 18 arriva Hurðaskellir (Sbattiporte), e il giorno dopo è atteso Skyrgámur (Trangugiaskyr), quindi il 20 arriva Bjúgnakrækir (Rubasalsiccia). Poi in successione giungono Gluggagægir (Curiosone), Gattaþefur (Annusaporte), Ketkrokur (Uncinacarne), Kertasníkir (Rubacandele).

La fine del periodo delle festività natalizie è segnata dalla “dodicesima notte”, in islandese chiamata Þrettándinn, che coincide con il 6 gennaio e corrisponde al Natale del calendario giuliano o ortodosso. Þrettándinn è anche considerato il secondo Capodanno, in quanto a volte, se il tempo non permette di festeggiare l’ultimo dell’anno, il giorno dell’Epifania viene usato come seconda e ultima possibilità. Sia per l’ultimo dell’anno che per Þrettándinn si organizzano spettacoli pirotecnici e si accendono falò per celebrare la partenza delle fate e degli elfi. Si dice che il giorno dell’Epifania sia anche considerata la grande notte per sognare. In alcune fiabe popolari si racconta che il giorno di Þrettándinn le mucche possano improvvisamente parlare e che le foche assumano sembianze umane. È il giorno in cui salutare gli spiriti. Così se le fate partono e gli elfi cambiano casa, anche i Jólasveinar abbandonano la città, uno alla volta così come sono arrivati, e il 6 gennaio coincide con l’addio dell’ultimo “ragazzo di Natale”.

Si concluderà così il periodo più buio dell’anno in Islanda e, anche se lentamente, le giornate incominceranno ad allungarsi e a preannunciare una nuova lunga estate di luce. Jól, quindi, un periodo che ha contribuito e contribuisce a forgiare un modo di esistere di un popolo, che sebbene non numeroso rispetto ad altri, è sempre annoverato tra gli stati più moderni al mondo. Una lunga notte, piena di spiriti e di letture, di elfi e riflessioni, un periodo di oscurità che qui prelude alla rinascita futura.

Michele Broccia [Articolo originariamente pubblicato su Tiscali Social News]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...