Protesta in piazza per la scuola: inagibilità didattica


Ieri a Mogoro docenti, alunni, genitori dei 550 bambini dell’Istituto comprensivo hanno manifestato. Manca il dirigente amministrativo, stop anche agli stipendi dei precari. Intervento del deputato Pes.

MOGORO. Chiudere le scuole per inagibilità didattica, questo sì sarebbe un piccolo colpo di scena.
Ci sta pensando, Sandro Broccia, sindaco di Mogoro; il comune è capofila dell’Istituto comprensivo al quale fanno capo anche le scuole di Masullas, Siris, Gonnostramatza, Pompu e appunto Mogoro, circa 550 bambini tra scuole materne e medie, in barba alla riforma che li fa andare in una burocratica altalena tra primarie di svariato grado. Ecco, il grado complessivo che si è raggiunto è quello dell’inagibilità: nel senso che queste scuole sono paralizzate, nella loro funzionalità, per la mancanza di un direttore generale dei servizi amministrativi. C’era, ma per qualche ragione, non c’è più. E non è stato sostituito.
E così, come spiegavano i cartelli dei bambini, genitori, docenti e simpatizzanti vari che ieri hanno animato una manifestazione finita davanti al Comune di Mogoro, la scuola non ha chi firmi per atti amministrativi, anche i più banali, che vanno dall’acquisto della carta igienica a quello di materiale didattico; dalla possibilità di fare attività che danno valore aggiunto al “bene istruzione”. E qui stiamo già osando, nel panorama desolante di una scuola dove nemmeno il minimo sindacale è oramai garantito. Lo sanno ad esempio i supplenti e i docenti precari, che non prendono soldi perchè nessuno firma gli atti che sbloccherebbero i loro mandati.

Che fare? Intanto, il deputato (PD) Caterina Pes ieri ha rivolto un’interrogazione al ministro dell’Istruzione per capire cosa intenda fare per garantire il diritto allo studio nelle scuole dell’obbligo, e se non ritenga opportuno prevedere per quell’istituto un dirigente amministrativo in pianta stabile. Poi c’è l’amarezza del sindaco Broccia, che è quella dei docenti, dei bambini, degli insegnanti. «Più di dare sottobanco la carta per le fotocopie, non posso fare. Non mi consentono di intervenire. Davvero sto valutando se posso chiudere le scuole». È un paradosso, certo. Magari smuoverebbe le acque. Con un bel cartello: Scuole chiuse per inagibilità didattica.
Simonetta Selloni

La Nuova Sardegna – Giovedì, 12 dicembre 2013
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