Abbasso il tonno


Nella mia lunga carriera di intervistatore amatoriale di anziani ne ho sentito di tutti i colori, ma questa è una storia veramente particolare, degna di essere conosciuta soprattutto dai più giovani.
Come già ho scritto in altre storie, e come è risaputo, nel 1943 l’Italia ebbe una svolta cruciale nel conflitto mondiale che incendiava le città e spazzava via le migliori gioventù, l’8 settembre firmammo l’armistizio con gli angloamericani, ed eravamo costretti a reagire a qualsiasi altro attacco proveniente da altri popoli. È chiaro che “gli altri popoli” erano i tedeschi, che fino a quel giorno erano stati nostri alleati dall’inizio del conflitto, e sentendosi traditi cominciarono a punirci con rastrellamenti, torture, uccisioni, imprigionamenti, deportamenti, e tutte quelle brutte cose che da sempre la storia e la memoria ci hanno tramandato. Tuttavia per molti soldati italiani prigionieri nelle regioni governate dai tedeschi rimaneva una possibilità di “salvezza”, arruolarsi volontariamente nella neonata repubblica di Salò, capeggiata solo per nome da Mussolini, ma con la regìa di Hitler. L’Italia divisa in due penava, Gli angloamericani governavano il sud fino a Roma, e i nazifascisti il resto del nord, gli italiani erano stanchi, e stanchi erano anche i soldati che desideravano la pace e tornare finalmente a casa.

Il soldato Largiu di Mogoro si trovava proprio in mezzo a quei pasticci, non era stato l’unico mogorese a scappar via dai nazifascisti, anche il soldato Piras se la diede a gambe rifugiandosi presso una cascina di brava gente che ospitò lui ed un suo commilitone tenendoli ben nascosti in attesa della fine del conflitto.
Ma tornando al soldato Largiu che come tantissimi altri soldati italiani intuendo e non avendo lo spirito di coloro che si ostinavano a combattere una guerra palesemente perduta, una sera, vicino a il confine che divideva i due schieramenti di eserciti (probabilmente la “ Linea gotica” che attraversava tutta l’Emilia Romagna) assieme a un compagno decise di scappar via e di consegnarsi ai nuovi alleati: gli angloamericani.
Erano affamati, stanchi e desolati dagli stenti e dalle barbarie della guerra, dopo essere stati identificati e interrogati, furono sfamati e fu assegnata loro una tenda per la notte. I due commilitoni ridotti alla fame non riuscirono a chiuder occhio, la fame era tanta, ed il rancio distribuito nel campo era probabilmente scarso rispetto a i giorni di digiuno a cui erano stati sottoposti, così aspettarono pazientemente che all’interno del campo tutto si calmasse, per fare poi irruzione in una tenda che avevano notato durante il giorno: la tenda delle provviste alimentari!!
Entrarono dentro desiderosi di riempire finalmente la pancia, la prima cosa che gli capitò a tiro era una scatola di tonno, in qualche modo la aprirono e avidamente cominciarono a mangiare incuranti del resto del mondo, quando all’improvviso Il soldato Largiu sentii qualcosa dietro la nuca…
Era la canna del fucile “M1 Garand” che un soldato americano di colore, alto quasi due metri, con le spalle larghe e gli occhi bianchissimi gli mostrò, sussurrando poi qualcosa di incomprensibile. Il soldato Largiu ed il suo compagno pensarono che l’avevano fatta grossa a introdursi senza permesso nella tenda delle vivande, ma era il caso di perdere la vita per una scatola di tonno? Era possibile che quel soldato americano potesse far fuoco contro due soldati italiani colpevoli di furto? Sarebbero stati forse processati? Gli americani erano severi quanto i tedeschi?

Il soldato di colore cominciò a metter su delle frasi che risultavano ancora incomprensibili… aggiunse qualche parola in italiano e pian pianino la cosa diventava sempre più chiara, fino a quando poi non vi erano più dubbi.
Il significato era questo: “Siete entrati in una tenda a rubare del cibo, eravate molto affamati si capisce.. ma dal momento che avete aperto una scatola di tonno, adesso ve la dovete mangiare tutta altrimenti io vi sparo, perché io sono di guardia e non tollero dei ladri qua dentro!!”
I due si tranquillizzarono quando capirono che “Zio Sam” non aveva intenzione di sparare e nemmeno di denunciare l’accaduto ma il problema da risolvere era un altro… consumare quella grossa scatola di tonno!
Grossa quanto? Provate a dire!
…no! …come? …no ragazzi di più!
Va bene ve lo dico…
5 chili!
5 chilogrammi di tonno in scatola!!
O il tonno o il piombo!!
Vada per il tonno toh!

Poveri ragazzi però, che anni duri. Il soldato Largiu comunque, da allora non osò mai più, per tutto il resto della sua vita, mettere del tonno in bocca.

Nicola Melis

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Una risposta a “Abbasso il tonno

  1. Questo fatto non mi è nuovo, qualcuno deve avermelo già raccontato… forse proprio il soldato Largiu, mio padre.
    Vi ringrazio cordialmente per questo vostro racconto, come uomo e come figlio del soldato Largiu.

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