Tares via, riecco la Tarsu. Mogoro torna al passato

MOGORO. Ritorno al passato per la cittadina di Marmilla che tra l’altro deve registrare una sorta di piccolo tsunami tra le file della maggioranza visto che nell’ultima seduta consiliare, martedì scorso, dopo la surroga del consigliere dimissionario Mario Floris con il primo dei non eletti, Paolo Maccioni, in apertura di lavori si sono aggiunte le dimissioni con effetto immediato di Sonia Floris la quale, letta una sua dichiarazione abbandonava la seduta; dimissioni, è da dire, motivate da questioni personali.

Un ritorno al passato, si diceva, perché proprio l’altro pomeriggio l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Broccia ha infatti deliberato di tornare, per l’annualità in corso, al regime Tarsu anziché permanere nella Tares.Una decisione votata quasi all’unanimità, con una sola astensione. L’atto assunto, sotto forma di indirizzo alla Giunta, è quello di porre in essere tutti gli adempimenti comportanti la riapprovazione del bilancio di previsione, di adozione delle nuove tariffe e di quant’altro necessario al fine di riportare in Consiglio la revoca di tutte le deliberazioni precedentemente adottate in materia di Tares nell’anno 2013.

Va da sé che ciò comporterà una minore riscossione fiscale a carico dell’utenza in generale, rispetto alla Tares, con un alleggerimento del prelievo a carico dei contribuenti. Unico neo i tempi tecnici per la riapprovazione del bilancio che deve essere deliberato entro il 30 del mese; bilancio che, come detto, deve essere modificato per effetto della diversa applicazione delle tariffe, anche alla luce delle nuove norme introdotte dalla legge “124” del 28 ottobre scorso.

Insomma, un importante passo indietro, quello compiuto dalla maggioranza, che fa dire al consigliere dell’opposizione Gianni Pia: «I “salti mortali” imputati alla minoranza, sono prerogativa della maggioranza. Infatti, nonostante il nostro invito rivolto durante i lavori del precedente consiglio a ritirare la loro proposta, così come avevamo fatto noi con la nostra, essendo ambedue superate dalle nuove norme appena entrate in vigore, che senso ha avuto arroccarsi, nel confermare e votare per la permanenza nel regime Tares nel 2013, ancorché con la differita rateizzazione al secondo semestre 2014, solo circa 10 giorni fa, quando nella seduta odierna, come da noi proposto si è tornati alla Tarsu»?
“Punzecchiature” che bene descrivono il clima consiliare in fatto di fiscalità
e non solo.
Tigellio Sebis

La Nuova Sardegna
Giovedì 14 novembre 2013

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