Chi apre la porta di scuola chiude la prigione

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Chi apre la porta di scuola chiude la prigione
[Victor Hugo]

Se qualche studente crede che la scuola pubblica sia ovvia e scontata, sappia che non è così. Si è vero, talvolta le aule non sono abbastanza calde e accoglienti, ma sono per tutti.
Il diritto all’istruzione è protetto dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo; questo significa che, in teoria, tutti i bambini e le bambine del mondo dovrebbero poter imparare a leggere e scrivere, dal Burundi al Perù, dal Senegal al Nicaragua. Ma sappiamo bene che non sia esattamente così, ci sono bambini che tutt’oggi si dedicano solo ai campi e al lavoro manuale.
Non scandalizziamoci troppo. Non c’è bisogno di spostarsi in altri continenti per vedere queste situazioni.
Basta anche rimanere in Sardegna e fare un passo indietro di ottant’anni.
Cosa vedete? Non vedete anche voi i vostri nonni da giovani e qualche vostro genitore da bambino?
Eccoli! senza scarpe e con il moccio al naso! stanno dietro a un gregge di pecore. Ci sono anche degli adolescenti con i pantaloni rattoppati che arano una vigna scarna con un giogo di buoi. Sono figli di quei tempi. Sudore, fatica e giochi fatti in casa.
Chi di voi non ha mai sentito raccontare di quei periodi duri? Delle fatiche immani per un po’ di grano?
Se c’è ancora qualcuno che non ha mai parlato con il proprio nonno della vita che si conduceva allora.. lo faccia subito. Sarà un insegnamento prezioso.

Come disse un pensatore molti anni fa “siamo nani nelle spalle dei giganti” e pertanto godiamo delle scoperte e delle conquiste fatte da chi ci ha preceduto.
Lotte contadine, manifestazioni di piazza, proteste operaie.
Anche l’operaio vuole il figlio dottore” il famoso slogan delle lotte proletarie a favore di una scuola di tutti è oggi una realtà.
Con questo non voglio dire che le classi sociali non esistano più e le differenze economiche siano svanite. Non voglio dire che la scuola di oggi sia perfetta. Tutt’altro! voglio solo che si punti l’attenzione sulla grande possibilità che gli studenti di oggi hanno: studiare, leggere, viaggiare. Sono possibilità che in passato sono sempre state negate a generazioni e generazioni.

Non sprecate questa grande possibilità che vi viene offerta.
Sta allo Stato, alla Scuola e ai docenti fare in modo che vi appassioniate alla lettura, allo studio, che amiate il sapere e vi incuriosiate del mondo, delle altre culture e delle lingue ma l’impegno ce lo dovete mettere voi.
Non rimanete nella massa informe dell’ignoranza, come un impasto che facilmente può essere plasmato a piacimento di chi gestisce il potere dall’alto. Prendete forma, uscite dal mucchio.
Siate consapevoli delle vostre scelte e portatori di cultura e buona educazione. Rispettate gli anziani e imparate dalla Storia.

Buon anno scolastico da parte della redazione di mogoresbook.

flogabry

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Una risposta a “Chi apre la porta di scuola chiude la prigione

  1. Fueddus santus!
    Bollu arregordai ca is contus de is bècius nostus ddus eus arregistraus e imprentaus cun su Comunu in su lìburu “In Mòguru, a is tempus nostus…”.
    Creu chi siat una ligidura profetosa po is giòvunus de oi…

    Mi piace

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