Storia dell’Emigrato Spanu

 Il 25 Agosto 2010 un nostro concittadino ha ricevuto un’onoreficenza in quanto emigrato mogorese.
Ecco la sua vicenda, cosí come l’ha raccontata quella sera:

Potrei cominciare questa soria con il colloquio all’Ambasciata Canadese a Roma nel 1969.
Vorrei premettere che, come scelta di città canadese, avevo preso in considerazione la città di Toronto.
L’impiegato quindi mi chiese “Perché hai scelto Toronto come città di residenza?”
Risposi che, essendo Toronto in vicinanza dei Grandi Laghi, volevo essere vicino a luoghi balneari. Questo perché Mogoro non è tanto lontano dal mare, e andando in Canada, volevo trovarmi in luoghi simili al nostro circondario.

Winnipeg Canada

Non è che sapessi molto della geografia canadese. Intanto, tirarono fuori una cartina del Canada e puntarono il dito su Winnipeg. “Vedi, questa è Winnipeg, con circa 600 mila abitanti, e vedi, questo è l’omonimo lago che non è tanto lontano dalla citta.” Poco sapevo del fatto che il lago non era esattamente vicino alla città – circa 80km di distanza – ed inoltre questo lago, che è tra l’altro più grande della Sardegna, era completamente ghiacciato per circa cinque mesi all’anno. E’ una realtà che è molto difficile da comprendere quando si risiede a Mogoro, ma che si impara a conoscere subito quando si vive in Canada.

Al mio arrivo a Winnipeg, l’ufficio di collocamento mi aiutò a trovare un  posto per vivere e una scuola per migliorare il mio inglese scolastico. In più, mi aiutarono con la ricerca di un lavoro.
Ero tutto preso ed interessato a voler sapere questa nuova vita in Canada. Ogni giorno che trascorrevo era per me sempre una grande avventura.
Spesso mi chiesero: “Perché sei venuto in Canada?”
Risposi sempre che l’Ambasciata Canadese era quella che aveva risposto per prima alla mia domanda di emigrazione. Avevo un forte desiderio di parlare la lingua inglese e di poter capire e cantare le canzoni in inglese.

Il lavoro aveva già una posizione secondaria rispetto all’idea di conoscere l’inglese. Comunque anche nel campo di lavoro è generalmente andata bene.
Forse fu anche dovuto al fatto che uno dei miei primi datori di lavoro, originario dell’Inghilterra, era amante delle cose italiane, e specialmente delle motociclette Gilera e Ducati, del caffe italiano… e in seguito anche del Pecorino Sardo, introdotto da me.

Gli ero andato subito a genio, un po’ per questi motivi, un po’ perché ero un ragazzo desideroso di conoscere il suo lavoro. Mi insegnó infatti ad essere un buon topografo. Con questo mio datore di lavoro e con i suoi figli, sono sempre restato in ottimi rapporti – anche dopo tanti anni.

Ora che mi trovo da circa due anni qui a Mogoro, mi convinco sempre di più che la cosa migliore che abbia fatto sia di essere andato in Canada per conoscere questo modo di vivere tanto diverso dal nostro.
Posso sempre cantichiare i Beatles e i Rolling Stones, e tanti altri, cosi facilmente, e questo mi rende sempre molto contento. Mi sembra proprio di non invecchiare mai.

Fortunato fu anche con l’incontro di mia moglie 40 anni fa, con la quale mi trovo bene. Con i suoi familiari mi sono sempre trovato a mio agio. Mia suocera mi chiamava spesso “my Italian bambino”. E quando andavamo a pranzo a casa sua, non mi faceva mai mancare il vino, per alleviare un po’ la mia nostalgia per le cose italiane.
Durante la permanenza in Canada, il richiamo di Mogoro era maggiormente sentito quando telefonavo in Sardegna. Bastava che parlassi un po’ di dialetto, e subito avrei voluto essere trasportato qui a Mogoro.

Quindi si doveva per forza rientrare in paese per rivivere la vita mogorese e le sue usanze. Le vecchie conoscenze e i mogoresi sono tutti molto generosi e affettuosi verso di noi. In linea di massima, tutto procede bene.

L’andamento delle cose italiane, però, non è tanto liscio e funzionale come in Canada, ma ci si può riabituare a vivere all’italiana. Resta il fatto che abbiamo due figli in Canada, ed è bene che restino li. Come 40 anni fa sentivo la mancanza dei genitori e delle sorelle, adesso sento fortemente la mancanza dei figli e dei nipotini. Senz’altro sto godendo in pieno la vita qui a Mogoro.
Ma molte volte si ripresenta anche quella calamita canadese – forse un po’ dovuto ai figli restati in Canada, e forse un po’ dovuto al desiderio di vivere la vita nordamericana. Dopotutto, ho vissuto più in Canada che in Italia.
Non potrò mai essere tutto mogorese, o tutto canadese…
chissà come continuerà a svolgersi la biografia dell’emigrato Spanu.
Chi vivrá vedrá!

Vi ringrazio per l’attenzione.
Un caro saluto,
Antonio Spanu

Incontro/dibattitoRivivere Mogoro: il reinserimento nella comunita’ locale al termine di una lunga esperienza da emigratoorganizzato da
Comune di Mogoro – Assessorato ai Servizi Sociali in collaborazione con C.S.V. Sardegna solidale – Sa. sol. point 31 Mogoro

Articolo apparso originariamente in mogoresbook su facebook.

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