La Banda Musicale di Mogoro

Cento anni dalla nascita della banda musicale

“In Mogoro da qualche tempo a queste parte si ha un simpatico risveglio di idee e, quel che più conta, una effettuazione delle medesime, che torna a tutto onore della eccellente popolazione che compone il comune. Ieri, domenica, infatti s’è avuta l’impressione di trovarsi non in un centro di poco più di tremila abitanti, ma in una piccola cittadina, e questo per merito della gara mandamentale di tiro a segno, della premiazione che ne è seguita e della banda musicale “Mario de Candia” che l’ha rallegrata, banda che è egregiamente istruita e diretta dall’ottimo maestro signor Leopoldo Ruffi, una simpatica figura di uomo sempre giovane, sempre allegro. Banda musicale e tiro a segno sono opera del nobile Diego Paderi, il quale con volontà infaticabile e pazienza infinita senza badare all’opposizione più o meno larvata che accompagna tutte le cose nuove, è arrivato al suo intento che è quello di dar un po’ d’anima al paese..”
Articolo pubblicato dall’Unione Sarda in data 11 luglio 1912 con il titolo “Da Mogoro”

Centenario banda musicale mogoro

Son trascorsi cento anni dalla nascita dell’attuale associazione musicale Mogorese e della banda di Mogoro. Quante note hanno riecheggiato nelle strade del nostro paese nell’arco dei cento anni: processioni dei santi, caduti in guerra, anno nuovo, matrimoni, funerali, patrono dei musicisti (Santa Cecilia) festeggiata dai musicanti per 2 giorni a fine novembre.
Non mancava nemmeno il concertino a casa dell’allievo che diventava bandista, quasi obbligato da vecchie consuetudini ad offrire a tutta la banda una colossale merenda.

E poi ancora le numerose trasferte per le processioni nei paesi della Sardegna.
E quante bevute! Mi raccontavano gli anziani della banda, quando all’ età di 14 anni mi convinsero, dopo le prime prove tenute in banda il martedì ed il venerdì sera, a far tappa al bar prima di rincasare, ed essendo io un trombettista, a colmare quello “sciugòri infinìu” che come dicevano gli anziani affliggeva il suonatore d’ottoni, ma soprattutto il suonatore della tromba.
Tutto ciò non spaventava nessuno, allora la banda era così.

In occasione dei festeggiamenti di santa Cecilia (nella sede della banda) si invitavano alla cena del sabato sera le autorità e i rappresentanti delle associazioni, mentre i musicisti potevano invitare un parente o un amico e si arrivava ad essere un centinaio di persone.
Si mangiava, si beveva, si suonava e si faceva baldoria. Certo oggi è cambiato un po’ tutto. Le cose cambiano, cambiano le abitudini, le politiche, i personaggi, ma la musica è sempre lì ad aspettare la volontà di chi la vuol studiare e renderla propria con costanza e dedizione. Molte persone credono che le bande abbiano in repertorio solamente le marce che si ascoltano durante le processioni, quelle di certo non mancano, servono alla banda per fare i cosiddetti “servizi” di vitale importanza economica e finanziaria. Ma in banda si studia e si esegue di tutto, tutta la musica che si vuole. La banda è cultura musicale, musica d’insieme, socializzazione, sfida, gruppo, viaggi, concorsi, gare, gite… emozione pura.
Io vivo queste cose da 25 anni (gli ultimi 10 nell’associazione musicale Alerese) senza essermi mai fermato.

La banda del nostro paese ha bisogno di ragazzi sostenuti inizialmente dagli adulti che credano veramente alla crescita che questo “veicolo” ti può dare.
All’inizio di Dicembre abbiamo festeggiato un secolo di vita, tutti insieme bandisti del presente e del passato. Io spero tantissimo che non sia solamente un “buon compleanno” per un gigante che non soffre la malattia dell’uomo che è la vecchiaia.
Ciò che mi rincresce è che i giovanissimi non solo ignorano la banda, ma trovano difficoltà anche a formare ”rock band” che anni fa caratterizzavano Mogoro, l’età media dei musicisti degli attuali gruppi nel nostro paese è 30 anni.
Tanto è vero che l’amministrazione comunale si è trovata costretta ad attivare un servizio, “Giovani in movimento”, mettendo a disposizione degli adolescenti una saletta della Fiera del Tappeto. Questo per dar loro la possibilità di suonare e creare musica con l’aiuto di musicisti esperti, roba che in altre occasioni nasce spontaneamente nelle cantine di qualche abitazione.
Mogoro ha solamente due professionisti del conservatorio, e per giunta fratello e sorella, che già prima di finire il corso di studi sono stati sommersi da una serie di impegni lavorativi come insegnanti o come strumentisti in orchestre, bande e scuole.
Tutto ciò ci fa capire che con la musica si può realmente pensare di lavorare già all’età di 18 anni e, considerato le difficoltà a trovare un lavoro anche per i laureati, vuol dire che la musica è in grado di fare miracoli. Certo che si, la musica fa davvero miracoli.
Ai babbi e alle mamme dico: non abbiate timore a convincere i vostri figlioli a frequentare la Banda e a imparare la musica.

Nicola Melis
[ Articolo comparso sul periodico del Comune di Mogoro
Comune Informa, Dicembre 2012 ]

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