Archivi del giorno: 21 gennaio 2013

Angiulledda Scundida

Sono l’erede di una tradizione sarda abbastanza antica che ormai si sta perdendo.
Ho scelto di esserne l’erede.
Non sono stata obbligata, né dal rito né dalla mia famiglia.
Ci sono cose che si tramandano perché così deve essere e cose che si tramandano perché in fondo ci appartengono e ci sono sempre appartenute.
E sempre ci apparterranno.

Mia bisnonna Angela guariva dal malocchio.
Lei non era originaria del mio paese, Gonnostramatza, ma tutti la conoscevano bene, Angiulledda Scundida, così la chiamavano. La chiamavano così perché era una donna forte, senza regole, che sapeva farsi rispettare e che faceva un po’ di paura ai bambini del vicinato.
Quando era in vena di scherzi, nascondeva nel suo grembiule una rana o una serpe e all’improvviso la mostrava ai bambini che fuggivano divertiti e spaventati.
Quando non era in vena di allegrie, però, mia bisnonna bucava il pallone ai bambini del vicolo. Angiulledda era fatta così, niente mezze misure. Non era amata da tutti, non ho dubbi, ma quando c’era bisogno di lei, mia bisnonna correva sempre. Ad ogni ora del giorno e della notte.

acqua medalla

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