E quest’anno meraviglioso è iniziato così.

Catalizzare. Questo è il punto.
Portare verso un’unica direzione mente, corpo, anima e parole.
Sinergicamente, lasciarsi trasportare dall’emozione.
E’ lei che detta le parole. E’ lei che decide di cosa parlare.
E’ lei, l’emozione.
Regina dei miei momenti creativi. Maga nel trovare il giusto ordine a parole che altrimenti sarebbero come pecore in un gregge.
Emozione. Positiva, negativa, estatica o apatica.
Ci sono diversi tipi di emozioni. Ognuna, a modo suo, detta.

E, allora, non mi rimane che prendere la penna e lasciarla scorrere sul foglio.
E inizia il racconto di un anno passato, di un tempo che mai avresti detto e che ancora ti sorprende, per quanto inimmaginabile è stato.
Un anno iniziato in chiusura.
Si sa, le chiusure non son mai facili.
Prendi, ad esempio, le chiusure a fine serata, nei bar.
Stanchi, guardiamo andar via l’ultimo cliente e sappiamo che ci attende il lavoro più duro di tutta la giornata.
Abbassate le serrande, la chiusura si fa in solitaria. In intimità.
Ed è riordinare, spostar sedie e tavolini, spazzare, lucidare il bancone.
La macchina del caffè, quella, è la prima che brilla.
L’impianto delle spine, quello, gocciolerà sempre.
Dopo la chiusura, dopo che l’ultimo secchio d’acqua sporca è stato tirato giù per la via, allora, solo allora, ci si lascia il bar alle spalle. Fino al giorno dopo.

E quest’anno meraviglioso è iniziato così.
Lasciandomi alle spalle un bar che, se riaprirò, sarà solo per vedere le persone sorridere in buona compagnia e ballare al ritmo di buona musica.
Un ritmo di musica nuova, di quella che ti prende i piedi e non li lascia più fino a che solo uno sguardo intenso può fermare, per un secondo, quel ballo scatenato. E allora è un vortice di note e abbracci spezzati, di pelle che suda e corpi vicini.
E’ un arcobaleno di colori in controluce, di riflessi nell’ombra, di canzoni che passano inascoltate e di canzoni che ti rapiscono più di quanto non faccia lui.
Lui, lei, chiunque. A volte, in certi passaggi della vita, sono fondamentali sia lui, che lei, che chiunque.
In altri, è solo te stessa che conta.
In tutti, invece, è la vita.

Anno che scorre veloce. Anno che è quasi passato. Anno che porta con costanza una goccia nera al collo. Una goccia di ricordo, di speranza e di buona sorte. Una goccia che non tolgo. Perché fa parte di me. Perché sono io.
Ed eccomi qui.
A lasciar scorrere l’emozione. E’ una sensazione particolare, come sentir vibrare corde di chitarra dentro. Come essere un pianoforte.
Le mani abili dell’emozione suonano attraverso me racconti per gli altri.
Perché, per me, di racconti non ce ne sono. Per me c’è la vita.
C’è quella che ho vissuto. C’è quella che vivrò.
Con la penna in mano, mi osservo sorridere e gioire per le belle persone che han reso questo tempo degno di essere vissuto. Con la penna in mano brindo a chi, più o meno consapevolmente, ha arricchito la mia vita con la sua.
Cin Cin

Menina

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