Opinioni di un consigliere dissidente

Qualche giorno fa ho ricevuto una richiesta da parte di un membro del Consiglio Comunale di Mogoro, Vincenzo Piras.
Vincenzo ha gentilmente espresso il desiderio di usare questo blog per diffondere un suo scritto. Tempo fa Vincenzo si è trovato in disaccordo con la maggioranza e qui ci spiega la sua versione della vicenda:

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Questa lettera aperta giunge certamente in ritardo, da parecchio tempo avrei dovuto spiegare, a chi ha a cuore l’attività amministrativa del paese, la mia scelta di staccarmi dal gruppo consiliare Mogoro che Cambia.

Mi ha frenato un certo riserbo caratteriale e la volontà di non fomentare il contrasto col mio ex gruppo, che mi ha visto quale unico dissidente, ma, insieme con le sollecitazioni di diversi amici, è cresciuta, nel tempo, la voglia di far conoscere la mia posizione discordante rispetto all’attività degli amministratori, se non altro per non essere coinvolto, agli occhi della pubblica opinione, in scelte che non condivido. Credo, infatti, non siano in tanti ad essere realmente al corrente delle attività comunali, vista la scarsissima partecipazione ai lavori consiliari.

Sono stato per circa un anno capogruppo del gruppo consiliare Mogoro che Cambia; in questo periodo ho cercato di dare un senso al mio ruolo con continui richiami ad un vero lavoro d’insieme e tentativi vari di programmare ed organizzare le attività, visto che, in base anche alle mie precedenti esperienze, la fase progettuale mi sembrava insufficiente.

Ho sempre trovato un’unanime resistenza dovuta al fatto che il metodo di lavoro da me proposto comportava lo stravolgimento di una routine consolidata in un anno di attività. Il fermarsi sugli argomenti veniva vissuto con insofferenza. Sembrava che il “fare” fosse decisamente più importante del “fare bene”, cosa per cui occorre più tempo e riflessione. Da qui il fastidio per i miei continui rilievi, un generale clima di incomprensione ed un isolamento di fatto, sfociato, infine, nella mia decisione di uscire dal gruppo, ufficializzata a maggio 2012.

Il fatto, che ha una sua rilevanza politica e, normalmente, avrebbe creato un minimo di dibattito e interrogativi, è passato nel più assoluto silenzio.
In Consiglio, sulle mie dimissioni, non solo non è stato aperto un dibattito, ma non vi è stato neppure un minimo commento. Ho dovuto penare anche per far sentire il mio punto di vista ad una sezione PD che preferiva commentare le mie dimissioni in mia assenza.

L’ultimo intervento del nostro Sindaco, alla festa dell’emigrato, mi offre uno spunto per spiegare il mio punto di vista: l’intervento rivendicava con forza, ed orgoglio, l’azione amministrativa nei confronti delle nuove generazioni, ma allo stesso tempo vi si leggeva la consapevolezza, tinta da un rammarico di fondo, di non poter fare abbastanza per fermare quel fenomeno migratorio che sottrae al nostro paese molte delle sue forze migliori, di non poter incidere a fondo sulla realtà economica del paese.
Se anch’io l’avessi pensata così, probabilmente non mi sarei candidato.
Sono assolutamente convinto che una buona amministrazione comunale possa cambiare radicalmente la vita di una comunità, ma occorre una notevole dose di coraggio, fantasia ed impegno.

Mogoro è un paese il cui trend negativo, dal punto di vista dei numeri socio-economici, data quasi di una ventina d’anni, ed ha subito una forte accelerazione negli ultimi sei, sette anni. In una situazione del genere non è certo sufficiente impegnarsi a riordinare i conti e spendere al meglio quello che c’è già, è indispensabile riuscire a far arrivare nuove risorse, ed in misura assai rilevante.

A mio parere, occorre un cambio di marcia, ed il tipo di organizzazione del lavoro di cui si è dotata la giunta non permette questa accelerazione: non dà modo ai vari amministratori di esprimere al meglio le proprie potenzialità, non permette una corretta programmazione. Ciascuno è talmente impegnato a seguire il proprio settore, da non riuscire ad avere conoscenza diretta e, di conseguenza, indipendenza di giudizio sugli altri ambiti, manca quella visione d’insieme essenziale per una buona amministrazione.

In questa situazione, considerando la mancanza d’esperienza della quasi totalità dell’intero gruppo consiliare, chi ha già ben chiara una sua idea di sviluppo del paese, oltre ad avere una autorevolezza che gli deriva dal ruolo, ha buon gioco nel far passare le sue idee e mettere in minoranza chi ne ha un’idea altrettanto chiara, ma alternativa.

Non potendo dare il mio contributo dal di dentro, sto provando a farlo dal di fuori con interventi vari in consiglio che, dal mio punto di vista dovrebbero essere di stimolo, ma che i miei ex compagni di lista vedono come attacchi, per quanto non lo siano, anche se mi trovo a giudicare di gran lunga insufficiente l’attività di reperimento di finanziamenti e risorse per il paese; vorrei solo che si tornasse allo spirito di entusiasmo e progettualità della campagna elettorale.

Invece mi capita, sempre più spesso di trovarmi in dissenso su molte delle scelte dell’amministrazione e mi piacerebbe poterne discutere con terze persone, soprattutto giovani.
Faccio pochi esempi, tre,  tra i tanti possibili, ma mi riservo di tornare sull’argomento quando i lavori del consiglio tratteranno argomenti che ritengo importanti.

LA SCUOLA

La mia posizione è semplicissima, quasi ovvia: le tre scuole: elementari, medie e ragioneria, tutte indispensabili e da difendere ad oltranza, devono avere ciascuna il suo edificio; nel programma si parlava di ricerca di finanziamenti per una nuova primaria e, nell’attesa, una sistemazione d’emergenza. Se la crisi finanziaria rende quasi impossibile ottenere i fondi per una nuova struttura, si richiedano quelli per agire sulla vecchia rendendola funzionale. Per fare questo occorre darsi parecchio da fare, avviando diverse pratiche, tra le quali il progetto delle varianti sull’edificio scolastico che si intende modificare . Per quanto riguarda la Ragioneria occorre promuoverla e valorizzarla per mantenere o incrementare le iscrizioni.

La scelta dell’amministrazione, però, è stata ancora più semplice: una volta ottenuta l’ospitalità per le medie presso la Ragioneria, non si è fatto più niente, come se la situazione non fosse provvisoria, ma definitiva. Nessuna richiesta di finanziamento, nessun progetto, nessuna mobilitazione e pressione per una modifica al piano regionale di edilizia scolastica. Addirittura nei confronti della Ragioneria si è scelto di non avviare nessuna iniziativa tesa ad incentivare le iscrizioni con progetti che la valorizzino per – si è detto – non condizionare le scelte dei ragazzi. (Gli altri istituti della provincia ringraziano).
In questo modo, nel giro di alcuni anni, o forse meno, le cose andranno a posto, persa la Ragioneria, gli edifici resteranno due, ma anche le scuole saranno due, e per giunta si otterrà anche un edificio da sfruttare in altro modo.

Può anche essere un punto di vista. Quello che contesto  è il fatto che questo modo di agire non venga presentato come una scelta: sembra quasi un alibi per ottenere il risultato attraverso decisioni esterne. Mi viene veramente difficile non pensare che almeno qualcuno non avesse ben chiari questi sviluppi fin dai tempi della campagna elettorale.

BANDO FACCIATE

L’intento era quello di migliorare l’immagine di Mogoro e dare una spinta all’edilizia. Ma, a mio parere, per fare questo occorre intervenire sugli edifici degradati che hanno un impatto estetico negativo e che si trovano in zone del paese particolarmente significative (Centro storico).
Per come il bando è andato avanti, aperto a tutto il paese e senza restrizioni è andata a finire che ne hanno usufruito edifici più o meno già decenti che si sono soltanto vivacizzati a livello di colore e che sparsi per il paese come sono non hanno avuto alcun impatto estetico positivo.

Per quanto riguarda la spinta all’edilizia, poi, i lavori movimentati dal bando non hanno avuto un effetto strutturale, non essendo sufficienti per quest’effetto; hanno soltanto dato una mano a qualche ditta in difficoltà, ma stanno funzionando più o meno come gli incentivi sulle auto: finiti questi, tutto come prima. Le ditte che son riuscite a variare l’offerta e a crescere vanno avanti, le altre aspettano nuovi interventi o chiudono.

PIAZZA S. ANTIOCO

Pienamente d’accordo sui lavori  ma prima, per me, va chiarito definitivamente quale utilizzo avrà il caseggiato scolastico (e non è una decisione da poco perché in ballo ci sono cifre molto importanti). La piazza non ha un utilizzo soltanto serale ed avrà una diversa impostazione a seconda che l’edificio sia scuola o altro. Un secondo aspetto da chiarire è fino a che punto il Comune può disporre dello spiazzo antistante la chiesetta di S. Antioco, visto che non è di sua proprietà, e quanto, quindi, può mandare avanti il suo progetto. Ma il punto più dolente riguarda i finanziamento. Nessun problema se si disponesse di soldi nuovi, ma l’Amministrazione sta intaccando i risparmi comunali, che sarebbe bene utilizzare per lavori più urgenti e necessari, anche se, forse, meno appariscenti. Ultimo interrogativo, certo non meno importante è: visto che non si è ottenuto nessun finanziamento per la piazza, dove si trovano i soldi per il completamento dei lavori del colle? Ci si deve rassegnare ad un’altra incompiuta o dobbiamo pensare fin da ora a quante nuove tasse sborsare per impinguare le casse comunali?

Potrei continuare a lungo, ma devo fermarmi; sono convinto che sul futuro del paese non si discuta abbastanza e che un’amministrazione, per quanto più aperta e vicina ai giovani, che sceglie manifestazioni interessanti, cura i parchi, e cerca di dare un’educazione ambientale, non possa pensare, con questo, di star cambiando il paese, per questo, purtroppo, occorre molto, molto di più.

Vincenzo Piras
Consigliere Comunale a Mogoro

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Ho pubblicato volentieri il testo di Vincenzo Piras per due motivi:
– Il primo è che questo blog è aperto ai contributi di tutte le persone interessate al dialogo, all’accrescimento culturale e alla libera circolazione delle idee.
– Il secondo motivo è che credo che questo intervento possa essere utile a risvegliare l’interesse dei cittadini sull’amministrazione del paese e essere di stimolo alla costruzione di un civile dibattito.

In tal senso saranno ben accette le repliche di chi vorrà ribattere a queste opinioni, la mail è sempre la solita mogoresbook@gmail.com
Infine vorrei far notare che sarebbe bello se la popolazione mogorese partecipasse abitualmente alle sedute del Consiglio Comunale, cosa che accade molto raramente, e inoltre che sarebbe bello poter vedere i filmati delle stesse riunioni in diretta o in differita via Internet. (Le tecnologie per farlo sono disponibili a costo irrisorio).

Mirko Monty
Chief Executive Officer @ mogoresbook

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