il tempo in Islanda

Michele Broccia, classe ’62, di professione insegnante di Lingua Inglese all’Istituto Tecnico Commerciale di Mogoro, da venti anni.
Una moglie e due figli adolescenti.
Casa e lavoro sicuri nel tranquillo paese di Mogoro.
Gli viene offerto di andare a insegnare nella terra del ghiaccio e del fuoco, Reykjavik, Islanda, Oceano Atlantico, a 3400 km di distanza da casa.
Partire non è semplice ma la famiglia accetta la proposta e sostiene la decisione. Questa è la sua storia, ce la racconta Michele stesso:

«Scusate il ritardo. Vi era stato promesso un seguito al primo resoconto sulle motivazioni che ci avevano portato ad intraprendere questa avventura in terra d’Islanda. Sebbene dopo tanto, eccomi di nuovo qua.
Saluto tutti, in particolare gli amici che hanno lasciato un commento, ma anche gli altri che hanno solo letto. Spero tanto di incontrarvi quest’estate in Sardegna, in paese.
Il tempo è passato velocemente e ci ha fatto vivere tutte le emozioni che esso può portare in Islanda, isola ai confini del mondo. Quando siamo venuti ad agosto 2011, le giornate erano nella loro scansione di giorno e notte, molto simili a quelle della Sardegna. Qualche amico islandese ci aveva informato che tradizionalmente in Islanda ci sono due stagioni: l’inverno (vetur), che incomincia l’ultima settimana d’ottobre, e l’estate (sumar), quest’anno iniziata il 19 aprile. Il primo giorno d’estate, in islandese “Sumardagurinn fyrsti”, è festa nazionale.
Non ci rendevamo conto, cosa sarebbe successo nei mesi successivi. Le ore di luce si riducevano progressivamente, fino a farci precipitare in un buio quasi continuo, a partire da metà novembre e fino a gennaio, primi di febbraio. Queste poche ore di luce si riducevano ulteriormente nelle giornate nuvolose. Al buio perenne si aggiunsero le nevicate. Neve, neve, neve, nient’altro che neve e di notte ghiaccio, tanto ghiaccio. Durante le bufere di neve, con i fiocchi che non ti consentono di vedere nient’altro che un turbinio di bianco, ti senti spiazzato, non trovi riparo perché quando il vento è forte, ti segue, lo senti anche all’interno degli edifici e ti gira la testa, in un senso di stordimento causato dall’evento atmosferico.
Ma la neve, i fiocchi che spesso cadevano lentamente, in un silenzio e bagliore magici, sono stati per noi, nonostante tutto, come un interminabile Natale.

Per uscire però devi essere attrezzato e raramente si gira a piedi: auto italiane nemmeno a parlarne, ti consigliano Toyota o Subaru, Suzuki, 4×4, paletta da ghiaccio, pala, sacco di sabbia e “mannbroddar” per camminare sul ghiaccio (ho trovato la traduzione, “catene da scarpe”). Purtroppo non tutte le strade sono riscaldate e occorre tanta pazienza e buona volontà. Immaginatevi dover spalare la neve ogni mattina e soprattutto quando lo spazzaneve vi sommerge l’auto di neve, che la notte ghiaccia. Alzatevi almeno mezz’ora prima la mattina, se non volete arrivare all’università in ritardo.
Tranquillizzatevi, a detta di molti, l’inverno scorso è stato uno dei più rigidi e nevosi degli ultimi dieci anni, ma ha consentito ai molti appassionati, me incluso, di sciare nelle piste di Bláfjall, distanti appena 25 km da Reykjavik, o Skálafell (15 km). Piste che durante i mesi bui sono illuminate.

L’Islanda è comunque un’isola fortunata. Il clima è temperato. La corrente del Golfo del Messico giunge fino a queste latitudini e con le sue propaggini riesce ad abbracciarla tutta, da Selfoss a Egilsstaðir, da Reykjavik fino ad Akureyri. Le temperature raramente scendono al di sotto dei -10, la maggior parte dei giorni invernali si stabilizza sui -5. Freddo secco!
Molti rabbrividiranno in ogni caso, ma pensate solo per un momento al caldo che trovate nelle case islandesi. Caldo geotermale, offerto generosamente dalle falde sotterranee, trasportato dalla centrale termoelettrica di Hellisheiði fino a Reykjavik.

Ma se volete rinvigorirvi o ristorarvi dalle intemperie glaciali, vengono in vostro soccorso le numerose piscine. D’inverno la piscina vi ritempra, vi infonde un notevole autonomia di buon umore. Ci sono sempre le vasche d’acqua calda all’esterno, a diverse temperature (38 o 42 gradi), la sauna e le piscine, all’aperto o coperta.
Fare il bagno nelle vasche di acqua calda, quando nevica sulla vostra testa e dovete immergervi perché l’acqua non vi si ghiacci e il vapore si condensa sulle transenne e forma piccoli ghiaccioli stalattitici, vi comunica emozioni insolite.

Non tutti reagiscono all’assenza di luce nello stesso modo. Luce e buio nel loro alternarsi quotidiano ci infondono delle certezze, di ciò che abbiamo e abbandoniamo realmente o metaforicamente, e che poi andremo a ritrovare la mattina successiva. Ma ancora peggio, la cosa è tuttavia soggettiva, è l’assenza del buio, la presenza continua di luce. Un tramonto che prelude all’alba, ma senza notte. Un tramonto inizialmente apparente, fino alla sua completa scomparsa. Poi… Nessun tramonto…sole a mezzanotte, il sole di mezzanotte! Ben visibile e per lunghi periodi soprattutto ad Akureyri, a nord di Reykajvik.
A partire da febbraio le giornate si allungano a dismisura e a maggio non fa più notte. E’ una sensazione che spazia dall’esaltazione di avere 24 ore piene, tutte a disposizione per fare, per agire, ad una di spaesamento, di alienazione per l’assenza di un compimento, di un finale.
Solo l’orologio può soccorrerti, come rispetto delle convenzioni stabilite, gli orari degli uffici, dell’università. Non penso che ci sia di meglio per fare un’escursione con tutta tranquillità, senza l’assillo della notte che sta per sopraggiungere.

L’Islanda, un’isola quattro volte più grande della Sardegna, ma con soli 320.000 abitanti, di cui più della metà concentrati nella capitale, Reykjavik, e comuni adiacenti e hinterland, (Kópavogur, Garðabær, Hafnafjörður, Mosfellsbær, Saltiarnarnes, Álftanes), è l’incarnazione del concetto di natura selvaggia, che attira tanti turisti naturalisti.

Adesso, a giugno, ci sono state intere settimane con la temperatura a 20 gradi. Un evento eccezionale per gli islandesi. Tutti in piscina o al mare, alla spiaggia dorata i Nauthólsvik, non distante da Reykjavik, dove è stata creata una spiaggia mediterranea, con la sabbia importata dal Portogallo e le idrovore che pompano acqua calda geotermale all’interno della piccola baia artificiale. Fate il bagno solo in quella zona, perché tutt’attorno le temperature dell’acqua, anche adesso, ve lo posso garantire, sono per noi proibitive.»
Michele Broccia

Clicca qui per la prima parte del racconto

Questo è tutto per ora, se avrete piacere di continuare la scoperta, troverete il seguito del racconto  su questo blog.
Se volete mandare un saluto a Michele lasciate un commento qui sotto.
Sicuramente gradirà.

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5 risposte a “il tempo in Islanda

  1. Leggere questo racconto è un salto all’inverso, un’altra famiglia che fa il giro del mondo a testa alta, fiera di prendersi quel che natura offre in tutta la sua semplice bellezza. Io che faccio da sarda l’esperienza a testa in giu, in uno dei posti più caldi del mondo, mi sono stiracchiata tra le righe fresche e le albe perennemente innevate di Reykjavik, aspettando di rientrare a tuffarmi in Sardegna. Val la pena continuare a scrivere!!! Un caro saluto, Ilaria.

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  2. Ciao Michele, grazie per renderci partecipi e regalarci un pò della Vostra vita in Islanda. Un abbraccio ,Thora

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  3. bellissima descrizione di questa avventura …..complimenti e grande coraggio per questo cambiamento radicale..saluti!!!

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  4. Grande Michele, ed il modo in cui racconti le cose lo è ancora di più!!!! Sono davvero felice per la tua (vostra) avventura in terra d’Islanda! Un abbraccio fortissimo!

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  5. Vi ammiro molto per la scelta che avete fatto, un cambio così radicale di vita deve aver richiesto molto coraggio e molta determinazione. L’Islanda deve essere bellissima, una terra non facile a cui adattarsi, forse sopratutto per noi che siamo abituati alla nostra Sardegna, così calda e solare. Sono convinta che l’Islanda sia una terra stupenda. Mi sono sempre detta che un luogo che sia capace di ispirare una musica incantevole come quella dei Sigur Ros deve essere bellissimo. E così è. Perciò sono felice per voi e vi auguro tutto quello che volete!! Grazie per la condivisione della vostra esperienza con noi, un saluto e un abbraccio da una mogorese :)

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