anno nuovo, vita nuova

 Valeria è partita da Mogoro nel Marzo del 2008.

Racconta la sua esperienza di emigrata del terzo millennio.
Partita dalla stagnante Sardegna è approdata alla fiorente Lombardia.
Ansia, nostalgia, sererenità, gioia. Un ventaglio completo di emozioni accompagna la sua esperienza nel Nord Italia.
Prevarrà la nostalgia o la tranquillità del benessere economico?

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.
E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po’ di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s’accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.
[ Un cappello pieno di ciliegie, Oriana Fallaci ]

Quando arriva quella notizia che speravi non arrivasse mai, una reazione ti coglie all’improvviso e pur essendoti preparata a reagire con maggiore autocontrollo è ancora più devastante del previsto.
Così quando Matteo una sera di Dicembre mi ha detto che gli era stata comunicata l’ impossibilità di rinnovargli il contratto di lavoro, le mie poche ma solide certezze si sono accasciate una sull’altra come un castello di carte al vento.

Fino ad allora, nell’Italia del precariato, avevamo vissuto cogliendo di giorno in giorno tutto ciò che di positivo poteva darci la nostra nuova vita. Man mano che il tempo passava il nostro futuro e il nostro presente si stavano dapprima allineando e poi fondendo, sentivamo di aver raggiunto il giusto equilibrio per poter dire di avercela finalmente fatta. Nonostante tutto.
Ma purtroppo ci sbagliavamo.

Eravamo partiti tristi ma speranzosi per il nostro futuro, avevamo lasciato la Famiglia, gli Amici, la nostra Casa per ripartire quasi da zero e ora, dopo soli 21 mesi, eravamo costretti a rivedere i nostri piani.

Mi piacerebbe poter dire di essere stata  tra le poche persone ad aver provato queste emozioni, purtroppo posso solo dire che eravamo solo altri disperati che si univano alla già troppo lunga lista degli italiani in difficoltà.
Non starò quindi a descrivere minuziosamente emozioni che troppi di noi conoscono perché le hanno vissute o le stanno vivendo, non voglio unirmi ai troppi cori disperati.
Lo faccio per rispetto di chi ancora soffre o di chi ha dovuto vivere ben altro rispetto a me. Lo faccio per chi ha dovuto combattere anche per i propri figli, per chi ha passato notti intere sveglio a piangere perché non sapeva di cosa vivere, per chi ancora purtroppo lo fa.
Io e Matteo alla fine ce l’ abbiamo fatta a risalire la china, siamo stati comunque ancora fortunati. Quindi scrivo per infondere ancora una volta un pizzico di positività, per dire che anche dalle delusioni si può trarre la forza per andare avanti, che spesso sono proprio quelle le cose che ti spingono a migliorare, a non mollare.

Gennaio 2010. Era arrivato il nuovo anno, un nuovo periodo della nostra vita da affrontare con sangue freddo e lucidità, qualità che, aihmè, in queste situazioni sono difficili da trovare.
Le uniche cose su cui potevamo ancora contare erano il mio modesto stipendio da contratto a progetto, la vicinanza di mia sorella e, cosa fondamentale, noi stessi.
Sapevamo che non sarebbe stato facile ma eravamo pronti ad affrontare quello che stava per arrivare.
O almeno pensavamo di esserlo..

Da qualsiasi delusione, impara la lezione.
[ Detto popolare ]

Valeria
[ Clicca qui per leggere le puntate precedenti ]

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