da Mogoro a Reykjavik

Partire a lavorare lontano da casa, per qualcuno è una necessità impellente per qualcun’altro è invece un’opportunità da non perdere.
La Sardegna è terra di migranti da lungo tempo.
Per lo più si parte in cerca di un lavoro, da soli, in giovane età, oppure in coppia, cercando di costruire una stabilità altrove.
A volte si seguono gli amici già trasferiti, altre volte si parte all’avventura, seguendo l’istinto.
Molto spesso si torna, dopo un’esperienza di qualche anno, talvolta si resta e si ‘mette su casa’, si diventa Emigrati, nell’accezione comune del termine.
Comunemente l’aggettivo emigrato richiama alla nostra mente solo immagini malinconiche, separazioni, difficoltà, addii.
Non lasciatevi ingannare, emigrare può essere anche una scelta ben ponderata, limitata nel tempo e molto proficua.

Sicuramente stupisce quando a fare una scelta simile è una famiglia intera.
Maggiormente stupisce se la scelta non è dettata da necessità economica ma da curiosità e da sana ambizione.
La storia che ho il piacere di condividere con voi è di quest’ultimo genere.

Michele Broccia, classe ’62, di professione insegnante di Lingua Inglese all’Istituto Tecnico Commerciale di Mogoro, da venti anni.
Una moglie e due figli adolescenti.
Casa e lavoro sicuri in un tranquillo paese,
Mogoro, Sardegna, Mar Mediterraneo.
Gli viene offerto di partire a insegnare nella terra del ghiaccio e del fuoco, Reykjavik, Islanda, Oceano Atlantico.
3400 km e molti gradi centigradi di distanza da casa.
Partire non è semplice ma la famiglia accetta la proposta e sostiene la decisione.

Ecco la loro storia raccontata da Michele stesso in risposta alle mie domande.

«Da Mogoro all’Islanda, cosa ha spinto te e la tua famiglia a lasciare la pacifica tranquillità del paese natale per un’esperienza in una remota isola dell’Atlantico?

Si è vero questa avventura in un paese così distante dalla Sardegna non ha lasciato nessuno indifferente: molti ci hanno ammirato ma altrettanti ci hanno criticato per una decisione incomprensibile.
Sicuramente però non è stata una scelta improvvisata. Possiamo crescere, mettere su famiglia, andare avanti con l’età, ma i nostri desideri, i nostri sogni ci accompagnano per tutta la vita, fino a quando o li realizziamo o li abbandoniamo definitivamente.

Quando ero all’università, avevo avuto questo desiderio recondito, di andare ad insegnare all’estero. Per fare ciò bisognava seguire un determinato piano di studio con determinati esami. In pratica predisposi il tutto per aprirmi in futuro questa possibilità. Nel 2006 decisi di dare il concorso per insegnare all’estero.
A dicembre 2010 mi è pervenuto il telegramma in cui mi comunicavano che avevo tre giorni di tempo per accettare l’incarico in qualità di lettore di italiano in un elenco di paesi, tra i quali Ungheria, Romania e Islanda, che io scelsi nello stesso ordine.
Avrei dovuto prendere servizio entro gennaio 2011. Da quel momento è incominciata l’avventura vera e propria, perché pur ritenendo importante partire, diventava arduo coinvolgere tutta la famiglia, far in modo che condividessero il mio entusiasmo per questa nuova esperienza, mostrare loro i lati positivi per ciascuno. Ancora non si sapeva dove mi avrebbero destinato. Ogni giorno attendevo, e con me i miei famigliari, una comunicazione.
Solo a febbraio 2011 abbiamo saputo che la destinazione sarebbe stata l’Islanda. Nonostante il primo telegramma l’avessi ricevuto a dicembre 2010, la presa di servizio è stata posticipata, dal Ministero degli Affari Esteri, al 1 settembre 2011. Prima di partire avevo contattato una scuola Internazionale per miei figli e trovato l’appartamento a Reykjavik dove saremmo andati a vivere.

Le difficoltà da superare sono state tante, ma queste sono state affrontate con la determinata consapevolezza che l’esperienza sarebbe stata costruttiva/edificante/proficua per tutti i membri della famiglia.
Per me perché avrebbe consentito di aprirmi nuovi orizzonti dopo quasi 20 anni dedicati ad insegnare all’ Istituto Commerciale di Mogoro, dove ho lasciato a malincuore tanti colleghi e studenti con cui ho trascorso tanti bei momenti. Insegnare all’università avrebbe significato rincominciare tutto da zero: colleghi, studenti, lingua, cultura… Una sfida che ho subito accettato con entusiasmo.
Per i figli avrebbe significato imparare una nuova lingua, nuovi compagni, nuovi luoghi da visitare, vivere un periodo che li avrebbe aperti al mondo e sarebbe diventato determinante nella loro formazione e crescita. Per loro è stato ancora più difficile, come è difficile da adolescenti abbandonare, anche se solo temporaneamente, le proprie amicizie e i parenti.
Per mia moglie il cambiamento sarebbe stato ancora più drastico, perché avrebbe dovuto lasciare il lavoro e ritrovarsi per il primo periodo a seguire la famiglia. Dopo circa sei mesi l’esperienza sta diventando gratificante per tutti.

Aver avuto come destinazione l’ Islanda, alla fine, ritengo non sia stato un caso, ma il destino.
L’isola, anche se così distante, ha infatti, sorprendentemente, tanti tratti in comune con la nostra Sardegna. Tutto questo è stato una piacevole sorpresa anche per noi.»

Questo è tutto per ora se avrete piacere di continuare la scoperta, troverete il seguito del racconto  in questo link.
Se volete mandare un saluto a Michele lasciate un commento qui sotto.
Sicuramente gradirà.

Mirko Montisci

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20 risposte a “da Mogoro a Reykjavik

  1. Ciao Michele, ho scoperto solo oggi “Mogorosbook”.
    Quanti bei ricordi a scuola.
    Tanti saluti a tutti voi dall’ “assistente tecnico”.

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  2. Pingback: il tempo in Islanda | mogoresbook

  3. Io sono una ragazza finlandesa ma vivo in Islanda, ho fatto l’Erasmus a Cagliari e adesso dopo essere tornata due mesi fa ci siamo incontrati con Michele; cantu est bellu intendi su sardu puru innoi! :)

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  4. Ciao Michele, Folgore Sempre e Ovunque. Ma anche. Come Folgore dal Cielo, come Nembo di tempesta.
    Paolo Salvatore Orrù

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  5. Complimenti Prof. Broccia per il coraggio e la forza nel prendere una decisione cosi importante!Ammirazione!A presto!

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  6. Carissimo Prof. Broccia, ammiro il suo coraggio.
    Un grande in bocca al lupo per la bellissima avventura.
    Un saluto Manuela

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  7. giambattista scano

    Buongiorno prof broccia, lei è un grande, ne son sempre sato convinto. Le auguro tante belle cose.
    Giambattista

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  8. Francesca Vinci

    CIAO PROF. BROCCIA, DAI ORA CHE SONO ADULTA E NON PIU’ STUDENTESSA, MICHELE!! TANTISSIMI AUGURI, SIETE STATI CORAGGIOSI E MI AVETE OFFERTO UN GRANDE INSEGNAMENTO: NON SI E’ MAI SISTEMATI A VITA, BISOGNA SEMPRE INSEGUIRE I PROPRI SOGNI. COMPLIMENTI E UN GRAZIE ANCHE PER QUESTO.

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  9. Ciao Michele, certo che tu e la tua famiglia ne avete avuto di coraggio a fare questo “salto”!! Sarà di certo una grande avventura… Complimenti e in bocca a lupo per tutto. Saluti da Mogoro

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  10. Ciao Michele, un saluto a te e alla tua famiglia, complimenti per la scelta, posto meraviglioso. Auguri!!!!!

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  11. ghiani pier luigi

    ciao michele un saluto e un augurio di un buon lavoro con le soddisfazioni che cerchi e che, in questo aggiungo anche tua moglie e i ragazzi, meritate, ti saluto inoltre con la consapevolezza che farai bene e porterai a testa alta nel mondo la cultura della nostra amata marmilla, a presto

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  12. ciao ora mi ricordo di te, ho visto la foto!
    secondo me, è una gran bella avventura e scelta di vita
    che state facendo!! complimenti vi ammiro! tanti saluti, buon lavoro, e forza paris!

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  13. Saludi Micheli, arrori, tzertu ca nd’eis tentu de coru a fai unu sàrtidu aici! Deu s’amiru e s’aprètziu meda meda, e s’imbìdiu puru, ca s’Islanda est sèmpiri stau su bisu miu (creu chi is isolanus in fundu in fundu funt totus agualis in dònnia logu de su mundu), ma is fatus de sa vida po imoi no m’ant permìtiu de ddoi andai tambeni… Ma gei at a benni su momentu. A si biri, e potzais tenni totu su chi disigiais.

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  14. Ciao Michele, che piacevole sorpresa trovare il tuo racconto sulla tua scelta importante e coraggiosa un grosso saluto da Mogoro ciao …………

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  15. Ciao Michele, non sapevo di questa tua scelta importante, i miei migliori auguri, ciao, Otello.

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  16. Bravi!!! Una grande avventura, che sicuramente arricchirà tutti voi!!!! complimenti!!!

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  17. great decision Michele…t’invidio! ;)

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  18. Tanti Saluti da Alessandro Largiu e famiglia a prof.Broccia e tutta la famiglia.

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  19. Grande prof… si diverta!

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  20. Alessandra Atzeni

    Ciao Michele un saluto a tutta la famiglia! A presto!!

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