Cambio al vertice della cantina Eletto Cuscusa: vino e qualità

MOGORO
Dopo 24 anni Cirronis lascia la guida de “Il Nuraghe”


Dopo ventiquattro anni la cantina sociale “Il Nuraghe” di Mogoro ha un nuovo presidente. Una svolta storica per il comparto vitivinicolo della Marmilla. Antonio Cirronis, numero uno per otto mandati consecutivi, ha ceduto lo scettro della cantina ad un giovane imprenditore di Gonnostramatza, Michele Cuscusa, 44 anni.

La sua famiglia da 30 anni conferisce le proprie uve a “Il Nuraghe”. Oggi Cuscusa possiede 3 ettari impiantati a vigneto, cannonau e vermentino. Ma si è fatto conoscere in tutto il territorio e non solo per la sua attività di imprenditore agricolo e di direttore commerciale dell’impresa di famiglia “Fattorie Cuscusa”.

LA NOMINA
Dall’allevamento alla produzione di formaggi ed alla loro commercializzazione per una vera filiera chiusa del comparto lattiero-caseario. «Non mi aspettavo assolutamente questa nomina», ha confessato Cuscusa, tra l’altro vicepresidente del Consorzio Carni Sardegna, «volevo fare una prima esperienza nel consiglio d’amministrazione della cantina per mettere a disposizione la mia esperienza a questa bella realtà del nostro territorio. Ed invece mi ritrovo presidente. Una fiducia dei soci e del consiglio che mi gratifica e mi stimola ad impegnarmi ancora di più».

PROGETTI
L’assemblea dei soci ha eletto i nove membri del consiglio, che poi hanno scelto la loro guida. Cuscusa non era fra i papabili. Ma il cda a maggioranza ha scelto lui. «Ringrazio Antonio Cirronis per i suoi 24 anni di totale dedizione alla cantina di Mogoro», ha precisato l’imprenditore di Gonnostramatza, «è stato un pilastro anche in momenti di difficoltà. Ci ha lasciato un’azienda florida e conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, premiati in tante manifestazioni». Cuscusa ha progetti ambiziosi: «Voglio valorizzare il binomio prodotto e territorio, come ho fatto nella mia azienda», ha annunciato, «promuovendo il prodotto di qualità faremo conoscere la nostra zona e le sue peculiarità enogastronomiche». Ed ha concluso: «Faccio un appello ai consumatori, ai privati ma anche alle attività ricettive. Siano sensibili ad acquistare i prodotti sardi e quelli della Marmilla. I nostri vini devono essere presenti nei bar, nei ristoranti e nelle case delle popolazioni della zona».

Antonio Pintori

L’Unione Sarda
Sabato 17 Dicembre 2011, pag. 27

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