I cuccioli non sono giocattoli

Manca poco a Natale,
anche quest’anno saranno tante le persone che decideranno di regalare o regalarsi un cucciolo.
Una buona parte di loro purtroppo commetterà l’errore di acquistarlo presso negozi o allevamenti  anziché pensare ad un’adozione presso uno dei tanti rifugi presenti in Italia.
Ogni anno nel nostro Paese vengono abbandonati migliaia di cani e gatti e il fenomeno è in aumento soprattutto al sud e nelle isole.

Solo nel periodo estivo si stima un numero non inferiore ai 150 mila casi di abbandono di gatti e cani, ma non tutti ovviamente riescono ad essere salvati. L’80% dei cani per esempio muore a causa di incidenti stradali, purtroppo da lui stesso causati dopo essere stato abbandonato sul ciglio della strada, mentre il restante 20% viene preso e portato nei canili, dove forse non verrà mai adottato. Per i gatti invece la situazione è ancora un’altra, un terzo dei felini randagi è composto da cuccioli che purtroppo non sopravvivono agli attacchi da parte di altri animali. Secondo i censimenti effettuati dal Ministero della salute i rifugi ospitano attualmente 660.517 cani e 1.290.692 gatti al loro interno. La LAV (Lega italiana antivivisezione) ha stimato un numero approssimativo di 1.600.000 cani randagi in tutta Italia,dentro e fuori i rifugi, mentre per i gatti sarebbe addirittura impossibile dare cifre precise, visto il diverso approccio che il felino riesce ad instaurare con la natura trovandosi allo stato selvaggio, ma ci si aggira intorno al milione e 900 mila unità. Si parla sempre di numeri approssimativi.

Senza contare purtroppo che le varie mode o la semplice curiosità spinge l’uomo a provare ad addomesticare animali esotici, felini, rettili di varie specie e misure e ancora tartarughe, uccellini, conigli, che puntualmente vengono abbandonati perché detenuti illegalmente o per semplice menefreghismo o pura ignoranza. E la lista sarebbe lunga, lunghissima.
A questo si deve purtroppo aggiungere il fatto che, secondo fonti non ufficiali, è in aumento il numero di pesci d’ acquario scaricati sui fiumi (con conseguenti gravi danni per la fauna autoctona) e quello del randagismo equino.

Se diamo uno sguardo alla nostra Isola, i cani randagi sarebbero 65.000, i gatti circa il doppio. Per un totale di 1.672.804 abitanti, una persona ogni 8 in Sardegna abbandona un animale domestico, ma il rapporto numerico cambierebbe in una maniera sconvolgente se includessimo nel censimento anche tutti i randagi che non vengono registrati perché non presenti nei vari rifugi. A tal proposito occorre parlare di questi ultimi. La vita al loro interno non è sempre facile, neanche in quelli migliori. Spesso infatti l’animale arriva in condizioni di salute precarie, con handicap permanenti o semplicemente non più cucciolo, con rara possibilità quindi di essere adottato. Senza contare che deve convivere con altri suoi simili dentro ai box, spesso sovraffollati, lottando ogni giorno per la sua sopravvivenza e per riuscire a guadagnarsi il cibo. Ma anche per i cuccioli ovviamente non è la migliore delle vite che si potrebbe dar loro. Alcuni infatti entrano in un rifugio con la speranza di essere adottati ma non hanno la possibilità di conoscere la vita al di fuori di quella che passano là dentro. Esistono animali che hanno passato anche 12 o 13 anni in un rifugio, altri che soffrono di problemi psicologici come la depressione per non aver mai avuto la possibilità di essere liberi.
Negli allevamenti di cani per la vendita al pubblico poi, spesso le cagne vengono sfruttate come fabbriche sforna cuccioli fino allo sfinimento e per i cuccioli rimasti invenduti la sorte non è quasi mai tra le più rosee.

Un altro posto che sarebbe da boicottare poi è proprio il classico negozio di animali, dove spesso i cuccioli arrivano dai paesi dell’Est (dove acquistarli costa molto meno) dopo estenuanti viaggi al pari della merce da contrabbando. Quelli che riescono a sopravvivere a giorni e giorni di viaggio non sempre arrivano sani a destinazione, ma vengono venduti comunque a caro prezzo e senza visite di controllo, con la conseguenza che in alcuni casi il cucciolo muore dopo poche settimane dall’acquisto. Ma anche nei negozi dove ci sono più controlli il discorso non risulterebbe più positivo. In molte attività, benché da qualche anno sia vietato, i gestori espongono ancora gli animali in vetrina come se fossero un bel paio di scarpe, ammassando i cuccioli dentro box in cui non hanno neanche la privacy necessaria quando devono fare i loro bisogni, senza contare del fatto che nei mesi più caldi dell’anno sopportano il calore che il sole riflette sui loro corpicini attraverso le vetrine.

Questa è la triste realtà che si cela dietro a canili e gattili che a prima vista possono sembrare il paradiso dei randagi o dietro ai lussuosi allevamenti di cani o ai negozi di animali (dai nomi fintamente rassicuranti, quali “ Il paradiso degli animali “ o “ L’arca di Noè “) che tutti dovremo conoscere. A tal scopo ogni anno svariate associazioni animaliste cercano di sensibilizzare i cittadini che intendono adottare un animale indirizzandoli verso i rifugi piuttosto che verso allevamenti o negozi, con diverse campagne pubblicitarie. Il fine è quello di aiutare i randagi a trovare famiglia e impedire così che altri innocenti finiscano chiusi nei canili o vengano comprati come se fossero oggetti.
La Lav, così come l’ Oipa ( l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali ) da anni si occupa anche di queste cause con campagne di sensibilizzazione pubblicitaria d’effetto.

Quindi… se ami davvero gli animali, prima di accoglierne uno in casa valuta bene i pro e i contro sia per te che per l’animale stesso, di qualunque specie esso sia. Non contribuire all’accrescimento del mercato nero dei cuccioli comprando l’animale nei negozi, ne al loro sfruttamento negli allevamenti ma prediligi posti come i rifugi o canili e gattili comunali, anche lì troverai tanti animali desiderosi delle tue coccole e di un po’ di felicità. Ricorda che un animale non è un peluche o un gioco da poter mettere via quando te ne stufi, perciò se pensi di non avere la pazienza necessaria non prenderne uno in casa per poi abbandonarlo, sappi che anche lui ha un cuore, molto più grande del nostro.

E soprattutto vedi l’animale come una persona, quando e se deciderai di prenderlo da un rifugio, sceglilo con il cuore, non in base alla bellezza o all’età, gli occhi di un animale parlano più dei nostri e se incroci ogni sguardo saranno loro ad indirizzarti nella giusta direzione. Non ti sarai scelto le amicizie in base al colore dei capelli o degli occhi, prova perciò a ragionare così anche per un animale da adottare.

Se hai deciso quindi di adottare o regalare un animale, questo Natale (ma anche per gli altri 364 giorni dell’anno) fallo attraverso un rifugio. Farai un doppio regalo, a te e al nuovo arrivato, perché per ogni cane comprato nei negozi uno ne viene ucciso o muore nei rifugi sovraffollati.
Visita un rifugio, combatti anche tu contro l’abbandono e lo sfruttamento degli animali.

Questa è Lilli. Una ragazza dal cuore d’ oro l’ha salvata dalla strada ed è arrivata a casa nostra. Ha reso la vita della famiglia Scanu ancora più felice e imprevedibile!
Di lei avevamo visto solo una foto, non conoscevamo l’ età, la taglia, il carattere. Ma abbiamo voluto darle una famiglia, salvarla dal canile… e non ce ne siamo pentiti affatto.

Valeria

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...