Il calvario dei forzati di Trenitalia: «Sedili rotti e acqua in carrozza»

Studenti e lavoratori puntano il dito sui ritardi e i disagi del servizio ferroviario. Chi può evita il treno anche se i costi restano bassi.
I pendolari: «Troppi ritardi ma il treno è più conveniente del pullman»

Sono il cruccio di lavoratori e studenti: le ferrovie sarde non brillano certo per qualità del servizio e per comodità.
I volti e le parole dei viaggiatori lo testimoniano in maniera chiara. Ovviamente, non tutte le tratte vengono criticate dagli utenti. Da Cagliari e Oristano il percorso, per molti, è accettabile. Ma da Oristano in su cominciano i problemi.

I DISAGI Al nord dell’Isola, e nello specifico il tratto Alghero-Sassari, è «un disastro». Usa queste parole Giordano Tilocca, studente in Scienze politiche, di 22 anni. «Arrivare a Sassari, all’Università, è un’impresa. Se la lezione inizia dopo le 11, devo partire alle 8. Al ritorno, è anche peggio», lamenta lo studente. «O riparto alle 14, oppure resto a piedi».
Ma sono le condizioni del viaggio a impressionare di più. «I treni sono vecchissimi», continua l’universitario di Alghero, «le norme di sicurezza sono assenti: quando piove entra l’acqua in cabina. Per non parlare dei sedili: sono quasi tutti rotti». Mariolina Cadeddu, studentessa di Alghero, di 22 anni, viaggia regolarmente da Sassari verso Cagliari. «Parto alle 7 meno 5, e se prendo il treno diretto impiego circa tre ore. È accettabile». Qualche problema, però, sorge nelle fermate che il treno fa ad Abbasanta e a Oristano. «Qui si crea un affollamento, perché salgono molte persone e il treno ha solo due vagoni», spiega Mariolina. «Come è facilmente immaginabile, la maggior parte delle persone resta in piedi per tutto il tragitto». Anche la frequenza non è esaltante. «Quando rientro a Sassari, il venerdì, non posso ritardare oltre le 17: dopo quell’ora non ci sono mezzi che partono».

I RITARDI I disservizi e i disagi sono anche causati dai continui ritardi. «Dobbiamo averci a che fare tutto l’anno», dice Gianni Abis, dipendente del Comune di Cagliari, che arriva ogni giorno in ufficio partendo da Decimomannu. Su quella tratta gli utenti possono utilizzare il Minuetto o i vagoni che arrivano da Sassari. «Il Minuetto è nuovo e pulito», aggiunge Abis, «quelli che invece provengono da Sassari sono vecchi e decisamente poco accoglienti». A Decimo, poi, c’è un altro problema: «Non esiste una biglietteria», sottolinea il dipendente del Comune di Cagliari, «per comprare un ticket bisogna usare la macchinetta o rivolgersi a un tabaccaio. Mi sembra assurdo». Dei ritardi si lamenta pure Vitalina Sanna, colf di Serrenti che da Samassi viaggia per Oristano: «Ci fosse una volta che il treno parta in orario», sbotta Vitalina. «Per non parlare della scomodità del viaggio: non c’è aria condizionata, i sedili sono rotti e il vagone è sempre pieno».

IL SERVIZIO A Franca Marras, casalinga di Samassi, capita invece di andare a trovare i suoi due figli che studiano a Cagliari. «Devo dire che il servizio è buono. E il treno è veloce. Non solo. Rispetto all’abbonamento con la corriera dell’Arst si risparmia. In treno», continua Franca, «pago 3 euro andata e ritorno e viaggio 35 minuti, mentre con la corriera spendo 5,5 euro per andare e tornare, e di minuti ne impiego 50».

Lanfranco Olivieri 
L’Unione Sarda
Mercoledì 20 luglio 2011, pag. 6

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