SI TAV, in Sardegna

In questi giorni si parla spesso del Movimento NO TAV.
Anzi a dirla tutta se ne parlava.
La notizia è già slittata nelle pagine interne dei giornali e nei servizi brevi dei TG.
Non che il problema sia stato risolto, semplicemente si sono spenti i riflettori mediatici e si spera che cessi di esistere.

Non voglio entrare nel dibattito se la TAV (infrastrutture per i Treni ad Alta Velocità) sia necessaria o meno in Val di Susa, dove molti cittadini agguerriti lottano per impedire che venga realizzata.
Ci sono delle buone ragioni dalla parte del NO e ci sono dei forti interessi dalla parte del SI. Questi ultimi pare che siano interessi non solo di Stato, quindi di priorità nazionale, ma anche e soprattutto interessi di Costruttori, banche e Politici affiliati (di quasi tutti gli schieramenti).
Ad ascoltare i telegiornali mi viene immediato il paragone tra i NO TAV Valsusini e gli indiani d’America. Entrambi schierati contro un progresso ineluttabile, Cavalli di Ferro che solcano la terra e penetrano le montagne per consentire alle sorti magnifiche e progressive di continuare il loro corso.
A leggere su Internet invece si scopre un altra chiave di lettura del fenomeno. Opere dal costo faraonico con tempi di realizzazione biblici, impatti ambientali devastanti e benefici tutti da dimostrare.

Detto ciò…

Noi sardi in grossa parte ce ne freghiamo dei problemi dei nostri connazionali cisalpini. (Male, perchè lassù si stanno spendendo i nostri soldi.)

Quindi mi è venuta questa idea, perchè non offrire una soluzione?
Lo stato italiano vuole spendere decine di Miliardi di Euro in infrastrutture?
Li spenda qui da noi i suoi soldi.

Fondiamo il Movimento SI TAV, in Sardegna

Abbiamo un credito infinito di opere mai realizzate da riscuotere.
Una linea ferroviaria ottocentesca, un sistema viario incompleto e malconcio,
una rete di trasporti marittimi ridicola, in mano a un cartello di operatori privati e un operatore pubblico sull’orlo del fallimento da tempo immemorabile.

Dove sono le infrastrutture di cui la Sardegna ha bisogno per poter progredire e svilupparsi?

Vogliamo essere un movimento del SI per una volta!
Voi dello stato, venite e fatelo qui il doppio binario da Cagliari a Sassari e Olbia.
Portateci l’alta velocità che non abbiamo mai conosciuto, coistruiteci questa dannata Sassari-Olbia e rendete le S.S. 131 una strada moderna.

Non ci opporremo, non presidieremo i territori anzi porteremo la birra fresca agli operai nei cantieri. Vi stenderemo il tappeto rosso!
Venite e portateci nel futuro… anzi ci basta anche solo che ci portiate nel presente!

Se anche tu la pensi così diffondi questa nota e aiutaci a farci avere ciò che ci spetta!

Mirko Assange Monty

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2 risposte a “SI TAV, in Sardegna

  1. A me basterebbe il TMV (treno a media velocità) o in alternativa la SSB (strada senza buche)

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    • paolo borgia alias Luz sqada

      Ciò che occorre è una “rete equipotenziale” di collegamenti che renda la Sardegna, “una città”.
      A 150 km/h è già un bel viaggiare sui binari ma occorre poi una integrazione con diramazioni affidate a mezzi su gomma per consentire un’agile connessione dei gangli principali con i piccoli centri residenziali. Ciò consente la vivibilità sostenibile nell’intero territorio isolano senza generare centri-emporio costosi anche umanamente e resi ormai inutili dall'”economico sistema informatico”.

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