Mogoro, Comune Denuclearizzato

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente proposta di delibera:

Mogoro lì, 21/04/2011 

Al Sindaco del Comune di Mogoro
Alla Giunta Comunale
Al Consiglio Comunale  

MOZIONE URGENTE: PROPOSTA DI DELIBERA AL CONSIGLIO COMUNALE PER DICHIARARE IL COMUNE DI MOGORO “TERRITORIO DENUCLEARIZZATO”. 

I sottoscritti Murroni Stefano e Piras Vicenzo, Consiglieri di maggioranza del Gruppo “Mogoro che cambia” del Consiglio Comunale di Mogoro 

RILEVATO CHE 

  • Il 26 aprile 2011  ricorre il venticinquesimo anniversario del disastro nucleare di Chernobyl; a seguito del quale il mondo ha scoperto, sulla propria pelle la gravità del disastro conseguente all’esplosione del reattore nucleare n° 4 che ha causato la contaminazione di una vastissima porzione di territorio ed i cui effetti ancora persistono nelle popolazioni residenti nei dintorni dei luoghi coinvolti dalla tragedia.
  • Il recente disastro di Fukushima, il più grave di una lunghissima serie di incidenti minori avvenuti nel mondo senza clamore e diffusione di notizie, ha riproposto in tutta la sua drammaticità la precarietà delle misure di sicurezza degli impianti e l’assenza delle necessarie garanzie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e conseguente contaminazione radioattiva.

PREMESSO CHE 

  • Per quanto il Governo abbia deciso di accantonare, per il momento, il progetto per produrre, nel nostro Paese il 25% dell’energia elettrica dall’atomo, non ha, contemporaneamente, assunto alcuna decisione che faccia ritenere plausibile un ritorno alla scelta di privilegiare il ricorso alle energie rinnovabili, cosa che può voler significare un ritorno alla scelta nucleare una volta sopita l’emozione della catastrofe giapponese.
  • Questo momentaneo stop, a meno che non si scelga definitivamente la strada dell’energia verde,  aggrava ancora i già enormi ritardi sulle scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici rendendo impossibile, tramite un successivo ritorno al nucleare, che necessita di 10-15 anni prima della sua messa a regime, il rispetto dell’accordo vincolante europeo 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), incorrendo in ulteriori sanzioni da aggiungere a quelle ormai inevitabili per il mancato rispetto del Protocollo di Kyoto.
  • A rendere ineludibile una uscita definitiva dalla scelta per il nucleare permangono  tutti i problemi legati alla contaminazione “ordinaria” delle centrali nucleari in seguito al possibile rilascio di piccole dosi di radioattività a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi, come dimostrano recenti rilevamenti e studi
  • Ad oggi non esistono soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali (o dal loro smantellamento). Le oltre 250 mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo, stoccati in depositi “temporanei” o lasciati negli stessi impianti dove sono stati generati.
  • Gli impianti nucleari attivi e quelli in costruzione, se da una parte possono diventare obiettivi sensibili per i terroristi, dall’altra producono scorie dal cui trattamento viene estratto il plutonio, materia prima per la costruzione di armi a testata nucleare
  • Occorre considerare che le riserve di uranio non sono inesauribili ma al contrario, al ritmo di consumo attuale, la sua disponibilità potrà essere stimata per circa 70 anni ma se la richiesta crescesse, si potrebbe riproporre una situazione del tutto simile a quella delle “guerre per il petrolio”.
  • I considerevoli consumi di acqua necessari al funzionamento dei reattori aggraverebbero la già delicata situazione italiana poiché per un reattore da 1.000 MW servono, in media oltre 2,5  milioni di metri cubi di acqua al giorno. Una quantità sicuramente rilevante anche per l’Italia e non sopportabile per la Sardegna, visti anche gli scenari futuri sugli impatti dei cambiamenti climatici che prevedono una consistente riduzione nella disponibilità delle risorse idriche nel nostro Paese.
  • I noti  problemi legati alle mire della criminalità organizzata in merito alla gestione degli appalti aumentano considerevolmente i rischi relativi alla realizzazione delle strutture e, soprattutto, degli impianti di sicurezza.
  • Nonostante da più parti si continui a spacciare il nucleare come una tra le fonti energetiche meno costose, l’apparente basso costo del KWh nucleare è dovuto esclusivamente all’intervento dello Stato nell’intero ciclo di vita di una centrale dalla costruzione allo smantellamento sino allo smaltimento definitivo delle scorie. Le conclusioni della ricerca “The economic future of nuclear power” condotta dall’Università di Chicago nell’agosto 2004 per conto del Dipartimento dell’energia statunitense, sui costi del nucleare confrontati con quelli relativi alla produzione termoelettrica da gas naturale e carbone danno cifre che vanno da 47 a 71 dollari per MWh contro i 35-45 dei cicli combinati a gas naturale. Queste conclusioni sono paragonabili a quelle raggiunte dal Massachusetts Institute of Technology nel rapporto “The future of nuclear power” del 2003 che quantifica i costi del chilowattora prodotto con gas, in di 4,1 centesimi di dollaro, contro il chilowattora nucleare (di una centrale in grado di operare per quarant’anni) che costa ben 6,7 centesimi di dollaro.

 CONSIDERATO CHE 

  • Un territorio come quello della nostra isola, già snaturato dalla scelta degli anni sessanta relativa alla chimica, non potrebbe sopportare la dislocazione di centrali nucleari che metterebbero a rischio il territorio, la popolazione e due delle risorse economiche fondamentali alla sua sopravivenza: il turismo e l’agroalimentare.
  • E’ ferma  intenzione di questa amministrazione continuare a percorrere la strada intrapresa con l’adozione della delibera 23 del giorno 12-08-2010 del Consiglio Comunale di Mogoro avente ad oggetto: “Contrazione di un mutuo per la realizzazione di impianti fotovoltaici al servizio degli edifici comunali”- perché il fotovoltaico ad oggi risulta essere una valida ed inesauribile fonte di energia alternativa al nucleare potendo contare sui seguenti requisiti:
  1. Energia pulita i materiali utilizzati per la realizzazione degli impianti sono di facile reperimento e sono facilmente riciclabili; inoltre l’impatto sull’ambiente è pressoché nullo.
  2. Energia sostenibile la sua costruzione richiede pochissimo tempo e quindi entra subito in produzione. Non produce gas serra.
  3. Maggiore occupazione permette una distribuzione diffusa sul territorio con un maggiore numero di impianti (ognuno si può produrre l’energia che serve) e favorisce lo sviluppo di un indotto specializzato con maestranze che si formano nei territori interessati;
  4. Innovazione:  si tratta di materia nuova e quindi con infinite possibilità evolutive e gli studi attualmente in corso ne stanno già migliorando  le prestazioni (rendimento, abbattimento dei costi d’acquisto, ingombro) al contrario di quanto accade alle centrali nucleari di terza generazione o anche di quarta generazione che hanno già dimostrato di avere gli stessi punti critici di quella esplosa a Chernobyl nel lontano 1986.

Pienamente consapevoli  che nessuna scelta locale, né quella delle nostre istituzioni comunali, né quella operata a suo tempo dalla Regione Sardegna per  il rifiuto della dislocazione nell’isola di centrali nucleari, potrebbe essere di serio ostacolo ad una eventuale decisione governativa di ritorno all’atomo e coinvolgimento della Sardegna.

Decisi tuttavia a dare un segnale politico che evidenzi la nostra netta contrarietà al ricorso all’energia nucleare e la nostra determinazione a resistere a qualsiasi tentativo che vada contro questa decisione.

Sollecitano il Consiglio Comunale perché assuma la seguente delibera:

 IL CONSIGLIO COMUNALE DI MOGORO
Dichiara
MOGORO COMUNE DENUCLEARIZZATO E 
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA TUTTA  A:

– Inserire la dichiarazione relativa alla scelta di denuclearizzazione come articolo specifico dello Statuto Comunale

– Apporre cartelli con la dicitura “Mogoro comune denuclearizzato” lungo le principali vie di accesso al paese a fianco dei cartelli stradali che ne indicano il nome.

– Garantire la massima trasparenza e partecipazione alla cittadinanza nelle scelte energetiche che l’Amministrazione comunale intenderà o potrà fare nel prossimo futuro sempre nella direzione della sostenibilità ambientale.

Inoltre, a tutela dei cittadini, dei turisti ospiti della città e delle generazioni future che vivranno su questo territorio:
Vietare su tutto il territorio comunale sia l’installazione di un’eventuale centrale nucleare che la localizzazione di ogni altra attività ad essa collegata , ad esempio lo stoccaggio delle scorie o di altro materiale radioattivo.

– Vietare su tutto il territorio comunale il trasporto e il transito di sostanze radioattive 

I  Consiglieri Comunali
Stefano Murroni
Vincenzo Piras 

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