Lavori in corso

Lavoro è vita, lo sai, e senza quello esiste solo paura e insicurezza.
[ John Lennon ]

Maggio è esploso come un carnevale, il sole ha cominciato a splendere forte sul verde intenso della vegetazione lombarda e a riscaldare l’aria primaverile.
Dopo quasi un mese di pioggia sembrava di risvegliarsi dal letargo.

La nostra piccola casetta era quasi pronta ad ospitarci definitivamente, Matteo lavorava e io mi dividevo tra colloqui di lavoro e le ore dedicate alla mia nipotina alla quale facevo da baby sitter.
Eravamo a Varese da due mesi, ma sembrava fossimo partiti dalla Sardegna già da anni. I giorni scorrevano veloci tra diversi impegni, la ricerca del lavoro si alternava alle code infinite ai vari sportelli degli uffici su cui sbrigavo le pratiche per l’allaccio di luce, acqua, gas. Nonostante tutto, spesso mi trovavo a pensare ai miei amici, ai miei genitori, alla vita che avevo lasciato in al mio paese. Mi domandavo cosa stessero facendo in quel particolare momento, provavo a immaginare di essere ancora li e a rivivere con i ricordi la mia quotidianità.

Nei momenti di debolezza, preda della nostalgia, mi ritrovavo a sperare di non trovare lavoro per poter tornare a casa con un valido motivo, senza dover ammettere di non essere stata abbastanza forte da sopravvivere lontana dagli affetti più cari. Poi il lavoro è arrivato. Ma non è stata una delusione, bensì un altro passo importante della mia nuova vita…

Il giorno in cui ho avuto il colloquio definitivo con il gruppo di ragazzi con cui avrei lavorato, pioveva da far paura.
Ultimamente i temporali mi avevano accompagnato in ogni occasione importante. Diluviava quando abbiamo visto e scelto il nostro appartamento, quando abbiamo ritirato l’auto nuova dal Concessionario e ora la cosa si ripeteva. Cominciavo a vedere la pioggia come il leitmotiv delle decisioni importanti della mia vita.

E così l’ultimo tassello del piccolo puzzle che rappresentava la mia vita era stato posizionato. Ora anche io avevo un lavoro, stavamo per trasferirci nel nostro piccolo nido e la bella stagione, seppur intervallata dai temporali, si stava affacciando sui cieli della Lombardia.

Porto Ceresio

Con la bella stagione sarebbe iniziato anche il mio lavoro.
Il destino aveva fatto sì che avessi la fortuna di lavorare in una comunità per minori come collaboratrice degli educatori durante il centro estivo, una sorta di colonia-oratorio del periodo giugno-settembre. Non sapevo ancora di preciso cosa avrei dovuto fare, ero a conoscenza solo del fatto che sarei stata a stretto contatto con bambini e la cosa mi entusiasmava parecchio.
Un lavoro interessante e pieno di stimoli, non potevo chiedere di meglio!

Un’altra avventura stava per iniziare, un nuovo lavoro in un campo per me del tutto sconosciuto o quasi, non avrei desiderato di meglio per potermi alzare ogni mattina con la voglia di scoprire di volta in volta un nuovo mondo.

Valeria

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