Casa dolce casa…

Voglio andare a casa
– la casa dov’è? –
La casa dove posso stare in pace …
[ Questa è la mia casa – Jovanotti ]

Il mese di Aprile è passato tra piogge abbondanti e nebbia, venticinque giorni su trenta. Come Benvenuto l’ho trovato un po’ crudele ma, avendo l’abitudine di cercare conforto autoelencandomi i lati positivi in ogni situazione, l’ho voluto vedere di buon auspicio. Otto anni prima a mia sorella e mio cognato la città dai sette laghi ( così viene chiamata Varese ) riservò lo stesso trattamento. Loro a distanza di anni erano ancora lì e si sentivano come a casa, mi auguravo per lo meno di sentirmi allo stesso modo.

La ricerca della casa per me e Matteo finora non aveva però prodotto buoni risultati. Avete provato ultimamente a cercare casa tramite le varie agenzie immobiliari? Beh, sappiate che è facile quanto trovare lavoro. E che vi conviene preparare un Curriculum Vitae degno del migliore impiego.
Infatti ora per poter accedere ad una qualsiasi lista di potenziali affittuari sono richieste varie caratteristiche, tra cui nientemeno che un contratto di lavoro a tempo indeterminato e, ove possibile, una lettera di credenziali da parte di precedenti locatori. Nel caso si posseggano queste caratteristiche non è comunque finita qui, perché l’agenzia ovviamente richiede una caparra e tre mensilità anticipate per poter procedere alla conclusione del contratto.
Alla quinta agenzia immobiliare in cui, timidamente seduti davanti  ad una scrivania, ascoltavamo  una giovane e spigliata impiegata spiegarci che tutto questo è richiesto dai proprietari di immobili che vogliono evitare di incappare in cattivi affittuari, non sapevo se mettermi a ridere o a piangere.
Ogni giorno tornavo da mia sorella sempre meno speranzosa di trovare casa, fino a che mio cognato non è tornato dal lavoro con un numero di telefono datogli da un suo collega. Aveva letto un annuncio che più o meno recitava “ Affittasi appartamento termoautonomo, cucina abitabile, camera matrimoniale, bagno. Telefonare ore pasti. ”. Nessuna richiesta particolare, nessun nome di agenzia immobiliare. Mi sono fatta coraggio e ho provato a chiamare per fissare un appuntamento.
L’appartamento in questione si trovava in un paese di circa 9300 abitanti, distante 8 km dal centro di Varese, che si chiama Arcisate. Avevo già attraversato le  sue strade  per andare al lago, quindi non mi era del tutto nuovo. Aspettavo con ansia il giorno fissato per la visita all’appartamento, curiosa di vedere dove e come fosse.
Non ho mai avuto pretese immaginando come sarebbe stata la casa dove io e Matteo avremmo iniziato una vita insieme, speravo solo avesse un soffitto in legno come una baita in montagna e magari un piccolo, grazioso caminetto. Non pretendevo la vista panoramica che avevano avuto la fortuna di trovare mia sorella e mio cognato, non dovevo per forza avere il posto auto o grandi terrazze dove stendere, mettere vasi di fiori o affacciarmi le sere d’estate… mi bastava uno spazio dove sentirmi a casa, dove non soffrire troppo la nostalgia e il vuoto che la malinconia ogni tanto mi faceva sentire sullo stomaco.

Poi il giorno dell’appuntamento è arrivato. Il padrone dell’appartamento si è rivelato subito un uomo gentile e alla mano. Pioveva acqua  a secchiate quel giorno e lui si è offerto di venire a prenderci a Varese perché non avevamo ancora la macchina. La prima scoperta che abbiamo fatto è che purtroppo non avremmo avuto il posto auto nel caso avessimo preso la casa. Presi gli ombrelli in mano e percorsi circa 700 metri ci siamo immessi in una strada chiusa al traffico, abbiamo svoltato in un vicolo e siamo entrati in un cortile che si trovava alla fine di un altro vicolo cieco… quel cortile sembrava un bunker.
Poi eccolo davanti a noi, un appartamento recentemente ristrutturato, con ingresso indipendente, al primo piano di un edificio a 2 piani. Siamo entrati dentro. Mura di cartongesso dividevano la cucina dalla camera da letto, la casa aveva il soffitto mansardato e piccole finestre che davano sul cortile, lucernai in cucina e in bagno, il tutto su poco meno di 30 metri quadrati. Più che una casa sembrava un bungalow da campeggio. Eppure quando siamo entrati dentro ci è sembrato subito di stare a casa, al sicuro. Grosse travi in legno sbucavano dal soffitto, proprio quello che avevo desiderato. Non c’era il camino, non c’erano le terrazze, a dire il vero non c’erano neanche i mobili! Ma l’abbiamo amata da subito. Già ci vedevamo ad arredarla a nostro piacimento. E se avessimo dovuto parcheggiare un po’ distanti pazienza, avremo camminato, ma dovevamo abitare lì. Alla fine l’abbiamo presa.

Durante i giorni di ricerca della casa Matteo aveva iniziato a lavorare, perciò quando abbiamo trovato alloggio eravamo molto più positivi e tranquilli.
E così un altro passo avanti è stato fatto.
La nostra avventura si arricchisce di un capitolo in più. Ora tocca a me trovare lavoro. Nell’attesa, l’ Ikea ci aspetta per arredare il nostro piccolo nido.

Valeria

Annunci

Una risposta a “Casa dolce casa…

  1. L’articolo di Valeria mi piace tanto. Rivivo una parte della sua vita, molto importante. Grazie

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...