la leggenda di Redenta Tiria

Il libro gira attorno alla leggenda della Voce: un istinto primordiale che porta gli abitanti diAbacrasta a uccidersi. Nessuno, in quel paese inventato da Salvatore Niffoi, muore di vecchiaia. Negli ultimi tempi però Redenta Tiria arriva a salvare coloro che sono in procinto di togliersi la vita. E li salva.

Quelle raccontate da Niffoi, se ci estraniamo un attimo dal racconto, sono storie tristi di personaggi sfortunati .  Solo che l’autore, con il suo linguaggio pieno di termini sardi italianizzati rende tutto divertente. Un’ironia che ti porta a leggere un capitolo dopo l’altro senza accorgertene.

Tra le storie più divertenti c’è quella di Serafina Vuddi  Vuddi. Una ragazza che, andata a servizio presso una famiglia ricca, viene violentata tutti i giorni dal padrone di casa. Serafina decide allora di offrirsi al prossimo e farsi pagare.

”la voce che una di Gospotolò , bella, giovane e baratta, aveva aperto bottega in via Ulimu Siccu, tra una panetteria e un fruttivendolo, si sparse in giro con la velocità del fulmine.”hanno aperto una bottega di carne fresca, “dicevano in gergo. “E buona è? “ “tutta filetto compà, tutta filetto”. Gospotolò, i genitori e i parenti Serafina se li cancellò dalla memoria, ci diede un taglio netto come si fa con una verruca fastidiosa. Lavorò onestamente per ventisette anni, poi, per passare la vecchiaia, si trasferì definitivamente ad Abacrasta.” (pag.95) Adelphi

Ci sono tanti altri personaggi, ciascuno con un nome inventato o un soprannome come solo nei paesi sardi avviene. Se penso a quelli mogoresi …(!)
Inventati sono poi anche i nomi dei paesi, ma se lo si legge si riconoscono personaggi verosimili per chi in Sardegna ci è nato e ci vive.

Zerolamu listinchinu si era laureato in medicina, un vero prodigio per la sua famiglia che se ne vantava con tutto il paese:

“A casa Listinchinu guai a toccarglielo quel giovane prodigio. Non gli facevano sollevare una pagliuzza da terra. (…) gli sbattevano il rosso d’uovo con lo zucchero, gli preparavano il ristretto di parasambene , gli sliscavano il pesce, gli sbucciavano la frutta. “lascia Zirò, non preoccuparti Zirò, faccio io! Non stancarti Zirò”.

Un capitolo per ogni personaggio.

Salvatore Niffoi è nato 1950 e vive a Orani, ha scritto anche altri romanzi dopo il successo di “La leggenda di Redenta Tiria”. Con la “Vedova scalza” ha vinto anche il Premio Campiello 2006. E magari uno sguardo vale la pena … che ne dite mogoresi?

flogabry

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