Libri: Diario di una maestrina

Un pomeriggio di gennaio sono andata in biblioteca a Mogoro, in piazza di Chiesa. Mi sono concentrata sullo scaffale dedicato alla letteratura sarda. Nel giro di mezz’ora esco da lì con quattro libri. Tutti di autori nostrani. Non avendo molte conoscenze e nessun condizionamento, mi sono affidata all’istinto e li ho scelti concentrandomi su nomi già sentiti, prestando attenzione a titoli e copertine.

Tornata a casa il primo che mi ha conquistato è stato però quello di Maria Giacobbe che s’intitola Diario di una maestrina,
pubblicato dalla casa editrice  Il Maestrale, di Nuoro nel 1957.

Il titolo è assolutamente azzeccato. L’autrice nuorese nata nel 1928 racconta le sue esperienze come insegnante elementare. In un secondo dopoguerra neanche tanto lontano visse ed ebbe modo di fare esperienza in diversi paesini sardi, passando da Fonni a Bortigali e Orgosolo. Sono numerosi gli aneddoti che l’autrice propone al lettore. Il freddo nelle aule, le assenze continue degli alunni e le storie di bambini già grandi.

 

Scrive la maestra:

“ Cerco di rendere viventi nella fantasia dei bambini le figure di cui la lavagna va popolandosi. Invito i bambini a disegnare sui loro quaderni; nessuno mi ubbidisce, dicono che non sanno. (…) hanno paura, non vogliono sporcare il quaderno nuovo di cui vanno fieri.”  (pag. 113)

Il linguaggio è semplice e il libro si legge presto perché scorre in modo lineare senza alcuna pesantezza. È un diario intimo che affronta le difficoltà di una maestra nell’insegnare a dei bambini per i quali la scuola era una salvezza dai campi e dai pascoli, a cui la famiglia avrebbe preferito indirizzarli.

Scrive ancora la Giacobbe:

” Un’altra rivelazione oggi. Disegno un letto e molti bambini insieme si sono alzati e indicando Graziano con l’aria di accusarlo di qualcosa di vergognoso hanno detto: lui dorme in un letto, come una donna! Ho voluto indagare: fra tutti i miei alunni maschi Graziano è l’unico che non dorma per terra. Anche io ne sono scandalizzata, ma dire scandalizzata è dire poco, ne sono sconvolta.”  (pag. 122)

In un mondo in cui i letti erano un lusso di cui vergognarsi, la maestra era un esempio di modernità. Inoltre era tutto della scuola il ruolo di insegnare l’italiano, visto che la maggior parte dei bambini parlava solo il sardo.

Son passati almeno sessant’anni e la società è decisamente cambiata. Per lo meno tutti i nostri bambini dormono in un letto e non patiscono la fame come avveniva per i bambini di allora. Dubito che le bambine abbiano le stesse aspettative di Grazia, di cui l’autrice riporta qualche frase:

“Quando sarò grande imparerò a fare le faccende di casa, allargherò la lana, farò la calza e la maglia, andrò all’orto. Rimarrò con mamma cucendo, andrò a lavare la biancheria nel fiume. La primavera andrò a zappare il grano, le patate, e lavorerò per la nostra casa. “  (pag.83)

Mi domando anche quali aneddoti potrebbe raccontare una maestra sulle nuovissime generazioni mogoresi, idealmente parenti di quegli stessi bambini infreddoliti e intimiditi di cui racconta magistralmente la Giacobbe. E fare un raffronto potrebbe aiutarci anche a capire di come, in poco più di mezzo secolo, le cose siano decisamente cambiate.

Leggi la scheda su Sardegna Digital Library
(è disponibile il libro intero, in formato PDF)

flogabry

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2 risposte a “Libri: Diario di una maestrina

  1. Ho letto “Diario di una maestrina” bella lettura. Credo che la prefazione e la postilla poste entrambe alla fine del volume siano molto interessanti !!! Grazie della segnalazione, aspetto le prossime.
    Ciao, Marinella

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    • Son contenta che ti sia piaciuto! Adesso sto leggendo “Che la festa cominci” di Ammaniti e magari butto giù due righe. Se hai anche tu qualche libro da consigliare … io son curiosa! :) ciao, Gabry

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