Emigrati

All’inizio non ti accorgi di essere un emigrato. Sei partito a cuor leggero, volevi solo provarci. Avevi sentito delle storie in giro, racconti, fatti, tutto riferito da altri. Avevi sentito parlare di posti dove la vita è più facile, dove il lavoro c’è e viene pure pagato. In fondo però, da buon italiano, non ci avevi mai creduto fino in fondo. Lo sapevi che doveva esserci la fregatura.

Dev’essere che quelli che tornano in vacanza, dai paesi lontani dove sono andati a vivere,  devono per forza vantare la loro nuova patria, per giustificare il proprio esilio volontario. Avevi pensato.
Si, dev’essere così, altrimenti per quale motivo saremmo ancora così tanti a stare in questa Sardegna dove si parla di lavoro solo per rammentare che ci manca, dove c’è sempre qualcuno venuto da fuori a decidere sopra le nostre teste il nostro destino?

Un giorno di particolare fiducia verso il mondo comunque hai deciso di andare a vedere con i tuoi occhi cosa c’è aldilà del mare, quanto sono verdi i pascoli nel resto del  mondo.
Eri pronto a tutto, anche ad adattarti ai lavori umili. Perché dovresti farti scrupolo di servire in un ristorante? Sei l’ultimo arrivato e ciò che chiedi è solo di poter sbirciare nelle vite di questi alieni tanto diversi da te. Magari poterli imitare, un giorno.

Quello che è iniziato come uno scherzo però inizia a farsi serio, il lavoro lo hai trovato e anche meglio di come speravi. La gente è allegra, inizi a sentirti a casa, quella che è iniziata per essere una parentesi di breve durata diventa il tuo presente e il tuo futuro. La vita vecchia, il passato, sono solo ricordi.

Poi accade che sono passati anni da quando eri partito e un giorno ti rendi conto di essere un emigrato.
Emigrato, la parola che avevi imparato a scuola, che per te, italiano, pensavi appartenesse al diciottesimo secolo inizia a mostrarsi adatta anche al tuo tempo.

Eppure ci sono giorni in cui la nostalgia ti prende male e allora da emigrato diventi semi grato, grato solo a metà verso la terra che ti ha dato radici, cultura e ti ha fatto adulto e pronto per il mondo ma che non ti ha saputo tenere a sè.

Questa pagina raccoglie le nostre storie positive e non.
Quando si nasce in un’isola diventare emigrati molto spesso è solo questione di tempo.
E comunque, altrettanto spesso, va a finire che si ritorna a casa, prima o poi.

Scrivici a mogoresbook@gmail.com

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Una risposta a “Emigrati

  1. Complimenti…

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